Racconto sui diritti umani

Noi siamo natura, dichiarò una bimba del modello viaggiatrice dal biglietto gracile, che trasporta in paradiso, ma soltanto allorché qualcuno lo edifichi per lei. Sono una collina, non una montagna, ma un bel giorno sarà così, a condizione che mi donerete spazio sul mappamondo.
Pure io, rigorosamente come lei, affermò la mamma di poco più anziana, caratteristica tipica di coloro che ardano di vita senza risparmio. Io sono pianura, io offro tregua e concordia alle vite provate dal tragitto, io contemplo il cielo e non provo vergogna nel restituire lo sguardo.
Grazie all’audacia delle due, anche il babbo si unì alla storia. Io sono lago e restituisco l’immagine di coloro amati, memorizzo a cuore briciole e atti adorati, sono specchio del contemporaneo, e conduco ogni sogno verso il centro dell’orizzonte, solo se il vento in superfice sia prodigo quanto basta.

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