mercoledì 6 febbraio 2019

La nave dei sogni

La nave dei sogni

di
Alessandro Ghebreigziabiher


C’era una volta una terra.
Che sembra un’isola, ma non lo è, no che non lo è.
Malgrado i sovrani di oggi facciano di tutto per renderla tale.
Isolata dal mondo, dai mari e da altra terra, già, ma anche da speranze insopprimibili, che puoi chiamare semplicemente sogni.
Perché di questo si parla e si vive, ovunque.
Nondimeno, c’era una volta una terra e tu cancella.
Lì, dove la memoria si fa più vulnerabile, dove i medicamenti applicati nel tempo a ricucir ferite e lesioni profonde furono affrettati e superficiali, confusi e per nulla consapevoli, immagina di cancellare i frammenti chiave.
Leggi pure come i passaggi della storia che ti spiegano meglio quando e perché sbagliasti allora.
Come se togliessimo dalla fiaba di Biancaneve la scena della strega che tenta di propinarle la mela avvelenata.
Quante donne hanno imparato così a distinguere tra un frutto mortale e un amorevole dono?
Come se oscurassimo nell’Iliade il momento in cui il prode Achille soccombe per la freccia di Paride dritta sul suo fragile tallone.
Quanti di noi hanno in tal modo appreso l’arte di proteggere con cura i propri punti deboli?
Come se eliminassimo dalla vicenda di Pinocchio tutti gli istanti in cui costui comprende la stupidità del mentire alle persone più care.
Quante bugie abbiamo risparmiato a coloro che amiamo, grazie all’esempio del racconto passato?



Alessandro Ghebreigziabiher

Ebbene, figurati di vivere oggi in un luogo siffatto, privato della capacità di fantasticare un orizzonte migliore, a occhi più o meno aperti.
Poi, come spesso accade, il vento o il destino riportano indietro ciò che in maniera innaturale hai cercato di estinguere dalla tua esistenza.
Il nostro caso, la nostra storia, è tutta lì.
Una nave che si palesa sulla magica linea tra cielo e terra.
Che all’inizio appare minuscola, e pian piano si fa grande innanzi ai nostri occhi, man mano che le distanze diminuiscono e gli illogici vuoti creati dagli stolti vengono colmati.
È una nave speciale, quella che si avvicina alle nostre rive e invade le paure dei vili.
È una nave carica di sogni viventi.
È altresì un sortilegio dovuto a una indebita cancellazione, quello che infetta il tuo occhio denudato di empatia e fantasia, che ti mostra soltanto persone dalla carnagione aliena e sofferenti per il viaggio.
Che addirittura diffonde minacce e pericolo per la tua sicurezza.
Ogni volto, ogni forma umana, ciascuno sguardo, sono letteralmente sogni di cui hai perso il valore e la conoscenza.
Il sogno di esser vivo il giorno seguente.
E il sogno di bere acqua in ogni istante la sete lo richieda.
Il sogno di avere un letto tutto tuo.
E il sogno di avere cibo nel piatto almeno una volta al dì.
Il sogno che tuo figlio possa ancora sognare.
E il sogno che possa almeno vivere, anche senza di te.
Il sogno di toccare terra con il cuore, ancor prima che con i piedi e le mani.
E il sogno di sapere che c’è qualcosa, alla fine del sogno, per cui vale la pena.
Morire e sognare.
..

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