Storie di scuola: Le parole sono chiavi
Le parole sono chiavi di Alessandro Ghebreigziabiher Sì, lo so. Non sono un esempio, non lo è la sottoscritta come lo scritto stesso qui di sotto. O di seguito , dovrei dire, giusto? Ecco, spero si sia capito che scrivere non è il mio forte, come non lo è parlare. Sarà forse per questo che ho accettato di fare l’ insegnante di sostegno con un bambino di sette anni, il quale, nella sua seppur breve esistenza, di parole ne avrà pronunciate al massimo un centinaio. A dire tanto, mi disse la madre. Mi piacque subito, questa cosa, perché malgrado il mio motivo non sia ritenuto un vero e proprio disturbo, una timidezza di proporzioni bibliche non è certo un punto di forza, nella vita. L’ho detto, però, vero? Non sono un esempio e non sono altrettanto esemplari le ragioni della mia scelta lavorativa. Insegnante di sostegno… Io neanche volevo fare l’insegnante, figuratevi voi. Fin da piccola ho sempre sognato di diventare una suonatrice d’arpa. Solo lì avrei tr...