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Visualizzazione dei post da Dicembre, 2017

Racconto sui diritti umani

Noi siamo natura, dichiarò una bimba del modello viaggiatrice dal biglietto gracile, che trasporta in paradiso, ma soltanto allorché qualcuno lo edifichi per lei. Sono una collina, non una montagna, ma un bel giorno sarà così, a condizione che mi donerete spazio sul mappamondo. Pure io, rigorosamente come lei, affermò la mamma di poco più anziana, caratteristica tipica di coloro che ardano di vita senza risparmio. Io sono pianura, io offro tregua e concordia alle vite provate dal tragitto, io contemplo il cielo e non provo vergogna nel restituire lo sguardo. Grazie all’audacia delle due, anche il babbo si unì alla storia. Io sono lago e restituisco l’immagine di coloro amati, memorizzo a cuore briciole e atti adorati, sono specchio del contemporaneo, e conduco ogni sogno verso il centro dell’orizzonte, solo se il vento in superfice sia prodigo quanto basta. Leggi il resto Compra il mio nuovo libro , Carla senza di Noi Leggi altre storie sui diritti umani Leggi il ra

Racconto su internet

E’ troppo ciò che ti aspetti dal sottoscritto. Non andare al cinema per assistere a quel film, poiché è dannoso e si approfitta della scarsa istruzione della gente. Ma mi fa scompisciare dalle risate, intendi, tipa? Ho una terrificante voglia di ridere, sul finir del giorno, precisamente perché tu continui a chieder troppo. Non comperare la macchina a benzina e acquista cibo biologico, non gettare acqua invano ed evita la plastica, ammonisce, la tipa, ammonisce. Vai a teatro e acquista tanti libri, sii generoso e abbi cura dei diseredati, pretende lei, come se non fossi già ridotto ai minimi termini. Ed è in quell’istante, malgrado con la testa ancora presa da ben altro, che perdo i lumi della ragione… Leggi il resto Compra il mio nuovo libro , Carla senza di Noi Leggi altre storie per riflettere Leggi il racconto della settimana: Il regalo di Natale dell'imbianchino Ascoltami cantare con la band Guarda un estratto dello spettacolo Carla senza di Noi Is

Il regalo di Natale dell’imbianchino

Il regalo di Natale dell’imbianchino di Alessandro Ghebreigziabiher Spesso occorre partire dalla fine, per capire davvero le cose. Il più delle volte, la ragione è banale. Tuttavia, non vogliatemene, perché sovente è la vita stessa, a esserlo. Forse, siamo noi altri a renderla tale, con atteggiamenti e azioni degni della più prevedibile delle trame. Nondimeno, anche la banalità del vivere cela al suo interno sorprese. O regali . Ma si parlava della fine. Eccoli, i nostri. Tutti riuniti sulla soglia dell’appartamento del misterioso donatore, preceduti dall’anziana portinaia Teresa, probabilmente giunta sull’ultimo giro di giostra della sua ardua missione condominiale. La storia era cominciata con un messaggio. Nella bottiglia, vorrei dire, come quella della canzone dei Police, ovvero, quella speranzosa del naufrago. Ciascuno degli abitanti dell’attempata, ma ben tenuta palazzina di centro città, aveva trovato al mattino il medesimo volantino tra la posta. La mi

Favola di eroi e migranti

Questa è la favola di un mondo . Un mondo che esiste e che c’era pure in passato, ma non v’era dimostrazione, o magari veniva cancellata senza giungere a galla. Allo stesso tempo c’era, c’è, e pure prima, nonostante non dovrebbe affatto andar così, un regno descritto dalla Storia dalla esse autoritaria. Un pianeta di tanti esseri e molti confini, tenuti lontani da un mare di mistificazioni. Di un’infinità di creature e spiagge, di esili narrazioni che sopravvivono al duro cammino grazie a coraggio e amore quasi come i fragili passeggeri dal futuro ambito. Nel firmamento di siffatte creature e frantumazioni, eccoli, gli eroi errati… Leggi il resto Compra il mio nuovo libro , Carla senza di Noi Leggi altre storie per riflettere Leggi il racconto della scorsa settimana: Vietato sorridere Ascoltami cantare con la band Guarda un estratto dello spettacolo Carla senza di Noi Iscriviti alla Newsletter

Racconti sull’accoglienza: quando l’aiuto piove dal cielo

Ieri ha avuto luogo una spettacolare operazione di salvataggio a opera della guardia costiera turca nel Mar Egeo. Circa 51 persone erano bloccate sulle rocce mentre cercavano di attraversare la Grecia. Quando l’aiuto piove dal cielo… Quando l’aiuto piove dal cielo, noi altri lo scorgiamo giungere prima degli altri, esatto. Poiché questo è il modo con il quale affrontiamo il tempo. Con la testa sollevata verso la luce mancante e gli occhi ansiosi di ammirare le nuvole di un destino gramo frantumate da benevoli afflati d’umanità partecipe. Quando l’aiuto piove dal cielo, è gioia notevole, nel petto e nelle dite protese… Leggi il resto Compra il mio nuovo libro , Carla senza di Noi Leggi altre storie sull'accoglienza Leggi il racconto della settimana: Vietato sorridere Ascoltami cantare con la band Guarda un estratto dello spettacolo Carla senza di Noi Iscriviti alla Newsletter

Storie sulla povertà

La povertà della scelta Il mio nome è Kaimah , ho appena dieci anni e vivo in povertà. Non l’ho deciso, come non ho scelto di nascere. Non posso farci nulla e nulla farò con ciò che non dipenda dalla sottoscritta. Non ho alcun tempo da perdere, io, con quel che non posso sperare di cambiare. L’Organizzazione mondiale della sanità e la Banca mondiale hanno annunciato proprio ieri che quasi cento milioni di persone sulla terra sono obbligate ogni anno a scegliere tutti i giorni tra cibo e salute, studiare e beni essenziali. Per il resto del mondo cento è soltanto un numero come un altro, così come un milione di volte altrettanto. La grandezza non ha valore alcuno, a meno che sia uno e quell’uno sia esattamente te. In questo caso, io scelgo, voglio e devo farlo, la mia difficile settimana... Continua a leggere Compra il mio nuovo libro , Carla senza di Noi Leggi altre storie sulla povertà Leggi il racconto della settimana: Vietato sorridere Ascoltami

Vietato sorridere

Vietato sorridere di Alessandro Ghebreigziabiher Che giornata, ragazzi. Definirla memorabile sarebbe riduttivo, ma andiamo per ordine, partiamo dall’inizio, dal c’era una volta e… come al solito, giudicate voi altri. Apro gli occhi come sempre al richiamo della sveglia del cellulare, con le palpebre ancora recalcitranti a lasciar spazio al cosiddetto specchio dell’anima , e mi dirigo con il consueto passo malfermo dell’uomo di mezz’età al mattino in cerca dell’agognato posto libero in bagno. Nel tragitto, mia moglie mi scorge dalla cucina, dove provvede al primo pasto dei pargoli. Carlo , fa preoccupata raggiungendomi in corridoio, come stai? Perché me lo chiedi ? Rispondo con la voce ancora impastata dal perduto sonno. Stai sorridendo … osserva Sara. Non è possibile , mi dico. Così corro allo specchio del bagno promesso e rimango basito e col classico cuore in gola innanzi al mio volto riflesso. Sorridente, già, con le labbra e con lo sguardo, con le gote e tu

Le parole della città

Le parole della città di Alessandro Ghebreigziabiher Sono un gabbiano. E non dovrei esser qui. Non così lontano dal mare. Non così vicino alla morte del mondo come l’abbiamo disegnato in un sogno. Per sbaglio, d’accordo, per ingenuità, non lo nego, ma il ritratto di ciò per cui vale la pena combattere è ancora lì. Resiste . Sono un gabbiano e volo. Non dovrei neppure far questo, se ci pensate. Perché malgrado ciò che raccontino libri pieni di numeri e risposte che non accettano dubbi, volare non è cosa possibile. Tante cose non lo sono, nondimeno, molti di noi non lo sanno e le fanno. Difatti, io sono un gabbiano e so leggere, guardate un po’. Lo faccio ogni giorno, a cominciare dal mattino, quando mi libro in alto in cerca di cibo ed emozioni complicate. Tra i rifiuti che abbondano tra strade e palazzi, tra umani e disumani destini. Tra le parole, già, che ricoprono le facciate delle vostre misteriose esistenze. Eccole, le parole della città . Le parole d