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Visualizzazione dei post da Gennaio, 2019

La memoria che dovrebbe sopravvivere

La memoria che dovrebbe sopravvivere di Alessandro Ghebreigziabiher È il 27 gennaio del 2019. Siamo ad Auschwitz , nella data giusta, per valore del ricordo e, soprattutto, del riverbero che quest’ultimo dovrebbe avere nella nostra vita. Dove il suddetto verbo, perdonate la ripetizione, non dovrebbe essere al condizionale. Ecco, è tutta una questione di tempo, questa nostra comune vicenda che tutti ci lega, dei verbi come delle storie. È notte fonda e Claudia è in giro anche stavolta, come spesso le capita. A sedici anni non è una buona cosa stare fuori fino a tardi, lamenta la nonna, ma è messaggio che si fa labile, una volta giunto alle orecchie della ragazza. Da quando i genitori sono scomparsi in un maledetto incidente d’auto, avvenuto tre anni addietro, la notte è la sua scenografia preferita, è il colore ideale per tinteggiare le pareti della sua immaginazione ferita, è la madre che tutti accoglie e nell’equa oscurità non fa distinzione alcuna tra umano e uman

C’è un clandestino a bordo

C'è un clandestino a bordo di Alessandro Ghebreigziabiher C’è un clandestino a bordo. Così hanno urlato a squarciagola non appena mi hanno visto. Un clandestino, ecco cosa sono per loro. Io, un clandestino … ma come siamo arrivati a questo? Ho provato, ci ho provato eccome a spiegarmi, a implorarli, a fargli capire che così mi condannavano a morte certa, ma non hanno voluto sentire ragioni. Mi hanno sollevato di peso e scortato fuori della nave in procinto di salpare. "Ma la barca è così grande, è enorme! Non ditemi che è una questione di spazio." Non l’hanno detto, difatti. È proprio una cosa personale. È me che non vogliono con loro. "È razzismo", ho gridato, e si sono messi a ridere, come prevedibile. Dai, lo ammetto, la loro reazione me l’aspettavo. Tuttavia, man mano che mi portavano giù dall’imbarcazione ho avuto modo di osservare chi invece era stato accolto senza discutere. "Ma che razza di persone siete?" Ho esclamat

Lo strano vizio del professor Mann romanzo Ofelia Editrice

Lo strano vizio del professor Mann , Romanzo Sinossi Il vice commissario Corda indaga sulla scomparsa di un bambino di nome Benjie. Del presunto rapimento è sospettato l’insegnante di musica Ercole Mann, anche lui svanito nel nulla dopo aver abbandonato inaspettatamente la cattedra ed essere tornato a vivere dai genitori Maria e Albrecht, entrambi ciechi. Nello stesso tempo, Corda non sta passando un buon periodo, poiché sua moglie Lisa palesa un improvviso mutismo, al quale di certo non ha giovato un’imperdonabile scappatella del marito. Entrambi sono in cura presso la psicoterapeuta Giorgia Marinelli, la quale ha a sua volta un problema irrisolto con il padre. La vicenda si svolge in un mondo dove tutti gli attori in campo mostrano un gran bisogno di parlare, di qualsiasi argomento e in ogni istante, di avere un interlocutore sempre pronto ad ascoltare e, soprattutto, approvare. Tale insoddisfatta necessità induce i personaggi a rendere quasi inutile la presenza dell’altro,

Una storia d’amore

Una storia d’amore di Alessandro Ghebreigziabiher Questa è una storia d’amore. Sì, se ci penso, con la giusta attenzione e la miglior lucidità. Lo è, oh se lo è. Ancora. C’era una volta Popolo . Egli era un uomo come molti. Arrogante e goffo, spesso. Confuso, il più delle volte. Vulnerabile, malgrado le apparenze. E imprevedibile, in ciascun istante e ogni luogo. Tuttavia, sempre alla stregua dei tanti, vedeva il proprio senno sconfitto sul campo vivente da emozioni e sentimenti. Soprattutto da quelli a cui non era in grado di dare un nome. E per quanto avesse provato nella sua vita, il sentire qui e ora riusciva sempre a trovarlo impreparato. Perché ogni volta che il cuore freme e la pancia trema tutto è sempre come nuovo, c’è scritto da qualche parte tra le pieghe dell’anima. L’attimo che meglio dimostrò tale assunto accadde quando Popolo incontrò lei . Uguaglianza era una ragazza fiera e indomita. Bella come solo le creature che della propria avvenen