Passa ai contenuti principali

Post

Visualizzazione dei post da Giugno, 2015

Storie di lavoro: Il candidato più giovane

Il candidato più giovane di Alessandro Ghebreigziabiher Il giovane era un tipo sveglio, lo si vedeva dagli occhi sempre in movimento, mai davvero fermi, perennemente alla ricerca di qualcosa. Il più anziano pareva calmo, lo era veramente oppure aveva appreso con l’esperienza l’arte del controllo dei venti interni. Quello di mezzo non era facile da decifrare. Freddo, quasi assente, pressoché artificiale. Sarebbe stato perfetto come il classico indiziato numero uno in un avvincente film di fantascienza dove ci si scervelli per capire chi tra i protagonisti sia l’intruso, l’alieno travestito o il replicante usurpatore. “Signori, siete i tre sopravvissuti al ciclo di colloqui preliminari, complimenti”, disse la dottoressa Strump in Brambilla, professionista tedesca di Baviera per dedizione e moglie milanese per amore. O sesso, ovvero nessuno dei due, a seconda di come si svegliasse al mattino. “Come sapete”, proseguì la donna, alta e tipicamente nordica, bionda e con degli o

Storie di paura: L'aspirante scrittore

L’aspirante scrittore di Alessandro Ghebreigziabiher “Pregiatissimo autore… eccetera ed eccetera .” Così era stato definito sulla busta il non più giovanissimo Armando. Non serviva leggerne il contenuto, non occorreva aprirla, non serviva più nemmeno scrivere, in ultima analisi. Non era questo quel che desiderava? Non erano un nome e un cognome per la propria anima sensibile, l’obiettivo ultimo della sua ricerca? Non bramava ogni secondo di essere introdotto in siffatto modo dall’intervistatore di turno, mentre, dall’alto della sua comoda poltrona e circondato da scaffali di libri testimoni del raffinato lavoro di penna, svelava i misteri celati dietro l’inchiostro di quest’ultima? Non anelava a raggiungere tale unica distinzione dal gretto mondo che lo circondava, tra l’incolta madre e l’arido padre, sempre incapaci di apprezzare le sue meravigliose doti? Non sognava, infine, di affrancarsi dagli amici a suo avviso falliti nella propria banale esistenza, per non parlare d

Storie di scrittori: L'interferenza

L'interferenza di Alessandro Ghebreigziabiher E’ difficile cominciare. I pensieri e le emozioni non comunicano facilmente tra loro. Che razza di sfiga essere nati umani, eh? Ah, come sarebbe semplice essere una zecca o una zanzara. Chissà poi perché la mia immaginazione ha trovato proprio queste due, entrambe con la zeta iniziale, peraltro. Tuttavia non ho alcuna intenzione di rifletterci sopra o aprire un dibattito intorno alla questione. Per una volta, cappero, posso dire che non c'è alcuna ragione recondita nascosta in tale scelta? Posso cambiarli, se mi va, posso dire una mosca e un pidocchio. Ecco, peggio di prima. Perché comunque animali così piccoli? Corbezzoli, ci sto cadendo di nuovo. In fondo volevo dire qualcosa di poetico, di sentimentale. Come dipingere la mente e il cuore simili a due amici o una coppia che non riesca a parlare facilmente. Troppo diversi, potrebbe essere la banale spiegazione. Come posso limitarmi a questo? Vivo in un mondo di teste

Figli di una coppia mista: le avventure di Tramonto

Le avventure di Tramonto di Alessandro Ghebreigziabiher Col tempo mi resi conto che i problemi di convivenza non erano con le persone in particolare, essendo fragili e complicate quanto me stesso, ma con delle cose nascoste dentro di noi. Il primo impatto con questo segreto nemico fu fin dalla prima infanzia, quando mi avvicinai al mondo dei giocattoli. Mondo pieno di pupazzi e soldatini che erano tutti costruiti per quelle che allora chiamavo le "creature del giorno". Erano troppo chiari per me, non ve n'era uno a cui assomigliassi. Una volta, esasperato, presi un pupazzo, e lo sporcai in viso col pennarello marrone, per renderlo più familiare. Lo stesso accadde con i cartoni animati e i fumetti. Mi piacevano molto quelli i cui protagonisti erano dei supereroi, con poteri soprannaturali, in grado di volare e di difendere i più deboli. O forse mi interessava solo difendere me stesso. Per mia sfortuna, il meno chiaro di essi era Hulk, che comunque era v