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Visualizzazione dei post da Febbraio, 2018

Racconto per riflettere sulle elezioni 2018 in Italia

Io voto quelli perché, altrimenti, chi voto? Io voto questi perché l’ha detto il mio capo. Io voto quelli perché uno di loro è il mio capo. Io voto gli altri perché io sono uno degli altri. Io voto questi perché sono gli unici che capisco quando parlano. Io voto quelli perché sono più giovani. Ma scherzi? Io voto questi perché sono più esperti. Io voto gli altri perché tra loro c’è lui. Io voto lei, non importa con chi stia. Io ho sempre votato questi, stavolta provo quelli. Leggi il resto

Racconto sul razzismo: nessuno è mai stato un colore

Ce ne son state a iosa di vite da ammirare. Anche solo da osservare. Da studiare, annotandone evidenze e dettagli. Tra costoro, procedendo a braccio, anzi, a cuore, Martin Luther King non era un colore. Perché le sue speranze per un civile compromesso e la sua fede nelle possibilità dei molti, erano meravigliosamente racchiuse in un sol corpo, ricoperto di una carnagione che parlava a tutti, soprattutto ai silenziosi buoni che abitano copiosi le zone più intolleranti del mondo... Leggi il resto

Racconto sulla guerra: quando si parla di te

Ugualmente, allorché si parli di te, caro migrante, nel tragico, ultimo atto di affondar tra i flutti, i soli capaci di accoglierti senza alcuna discriminazione, l’ecumenicamente rassicurante immagine della nave sbagliata, ricolma di vite inopportune, mentre si eclissa all’orizzonte è nel bel mezzo del tavolo mediatico, pronta per essere ingoiata e dimenticata... Leggi il resto

Il passeggero

Il passeggero di Alessandro Ghebreigziabiher Di nuovo in un futuro prossimo, ogni giorno più simile al presente… Pronto, parlo con l’Assistenza? Risponde il software Help, numero di matricola 1947376, mi dica. Ecco, io ho un problema con il sistema. Nome? E’ una cosa assurda, guardi, mi sembra di stare impazzendo… Intanto, se vuole darmi il suo nome… Che poi, sono stato uno dei primi ad aderire alla connessione totale . Mi è parsa subito una roba geniale. Connettere tra di loro tutte le macchine da noi utilizzate, dal cellulare, ovviamente, al forno a microonde, passando per il rasoio elettrico e il condizionatore. Signore, sono lieto della sua approvazione, ma avrei bisogno del suo nominativo… Lo sa che mi hanno anche intervistato in tv? L’anno scorso sono risultato il vostro cliente più affezionato. Eh, ti credo, il Wi-Fi non lo spengo mai, che fa pure rima. Bravo, signore, ma senza i suoi dati, a cominciare dal nome, io non posso… Ovviamente, non appena il

Video su cosa sono i virus oggi

Cosa sono i virus oggi? I virus sono i giornali di Stato e quelli di potere, la stampa di partito e i portavoce digitali della mafia, i blog personali travestiti da blog collettivi e i blog collettivi mascherati da indipendenti, i banner pubblicitari camuffati da articoli di denuncia e gli spot pubblicitari con il banner dalle solidali intenzioni, le piattaforme dei movimenti dal basso gestite dall’alto e la miriade di pagine social bercianti follia di cui neanche i gestori conoscono più l’origine. Tutti costoro scaricano direttamente nella pancia dei connessi fidelizzati, o solo per eccesso di clic, copie rimasterizzate di vaneggiamenti vecchi come il mondo stesso, dove il nemico è sempre l’altro e l’amico è tale, finché il nemico è comune e soprattutto comodo...

Racconto sulle armi: cosa abbiamo imparato

Cosa ci ha mostrato il racconto di genocidi da film e medaglie e quello da censurare fino alla morte, già, sino alla totale sparizione delle vittime scomode. Cosa ci è rimasto dentro, laddove abbiamo finalmente capito che non erano gli indiani, i cattivi, e che i buoni assoluti non esistono, tranne che nella paura di chi guarda e cerca eroi. Cosa abbiamo sentito, dentro, leggendo delle truffe e degli inganni alla base di ogni chiamata alle armi, degli interessi personali e privati rivelati solo quando le ceneri delle vittime si son disperse all’orizzonte situato rigorosamente alle spalle dei soliti vincitori... Leggi tutto

Non in vendita

Non in vendita di Alessandro Ghebreigziabiher   Ancora una volta in un futuro, forse non così lontano… Salve, io vorrei fare il pieno. Viaggiatore? Sì, sì, certo. Primo viaggio? Già… come l’ha capito? Gli occhi. In che senso? E’ un classico, giovane amico, è tipico di voi novizi della navigazione globale avere quel tenero luccicore, ancora imberbe, ecco. Ed è una cosa brutta? No, niente affatto, non mi fraintenda, è solo che così stanno le cose, ecco. Capisco. Allora, ha detto il pieno, giusto? Esatto. E vuole andare lontano, vero? Proprio così… anche questo è tipico? Molto tipico. E così stanno le cose. Bravo, vedo che è sveglio. Quindi, questo pieno? Eccomi: vado? Proceda pure. Allora, il mondo occidentale è abitato da persone oneste e civili, timorate del Signore e osservanti la morale pubblica. Sono riconoscibili dalla carnagione chiara, i lineamenti delicati, capelli ordinati, nonché cura del corpo e dell’igiene personale. Hanno radici e tradi

Racconti di donne: mia madre

E’ una esistenza che si frantuma, giorno dopo giorno, la mia. Io sono le foglie che ogni anno ingialliscono di più. Io sono l’acqua che un tempo scorreva e ora è costretta a fuggire. Risplendo di luce che nel silenzio è benedetta e nell’ottuso, umano fragore diviene peccato. Ascolta, quindi, il mio consiglio. Non arrenderti... Leggi di più

Racconto su fascismo e antifascismo in Italia

Voi mostrerete comprensibile perplessità, ascoltando non l’uomo dei primi decenni del novecento, bensì di un millennio più tardi, ma costui vi guarderà con un’espressione fiera e indomita, e vi dirà che le idee non muoiono mai, che solo i codardi si arrendono e altra roba di siffatto tenore. Ma voi, gente al di là di questo immobile calendario in cui siamo intrappolati, dove ogni anno sembra sempre più uguale al precedente, non credeteci. Perché le azioni determinano ciò che siamo, non le parole. Cercare di uccidere gente inerme sulla via ci qualifica come assassini... Leggi il resto

Soli

Soli di Alessandro Ghebreigziabiher   In un possibile futuro, di primo mattino… Mi dica, Dario, qual è il problema? Dottore, ieri sono andato in uno di quei posti… Con chi parli? Shh, zitta, tu! Cosa dice, prego? No, dottore, non mi riferivo a lei, ma a lei … Chi? Come le stavo dicendo, sono andato in uno dei quei nuovi locali che hanno aperto fuori città… Ma lei è pazzo! Come si permette di insultarti, questo citrullo? Ti ho detto di stare zitta, cazzo! Non essere volgare, a meno che tu non sia uno di quelli a cui piace l’amore ruvido. A questo proposito ti dico subito che con me ci vuole gentilezza, Dariuccio. La prego, dottore, mi aiuti, non smette mai di parlare… e non dorme mai! Mi spieghi bene cosa è successo, Dario. Semplice, dottore, come lei ben sa, sono almeno dieci anni che l’ultimo essere umano connesso con il prossimo è stato isolato. Da quel momento, ciascuno di noi vive nella propria testa, letteralmente, al riparo di essa, aggiungerei. La pa

Racconto sulle elezioni 2018 in Italia

A ogni modo, sebbene abbiate ovviamente chiaro di cosa si tratti, è sempre meglio chiamare le cose con il loro nome. Il venefico ascesso a cui mi riferisco è l’immigrazione clandestina. Mica la mafia. Quella ormai è una serie tv di successo. Nondimeno, parlando dell’italica penisola e delle sue necessità non è possibile evitare di citare il virus che la attanaglia da tempo immemore, corrodendo letteralmente il tessuto connettivo a ogni livello, sociale e lavorativo, istituzionale e politico. Subito dopo il cancro di cui sopra e il suo assordante fatturato, è il topic per eccellenza su tutti gli organi di stampa, soprattutto ora che ci avviciniamo alle urne... Leggi il resto

Racconto sulla diversità: solo tra i simili

Solo tra gli uguali. Già, in tal guisa si potrebbe iniziar viaggio e scalata dell’album sociale, di natura piramidale soltanto per chi antepone colori e forme alla preziosa pignatta alla fine del variopinto arco nel cielo. Che nessun timorato del prossimo ha mai attraversato sino alla segreta e ambita meta. Potresti metter da parte denaro, doni e sogni. Potresti scambiarli tutti in un sol colpo per l’agognata maschera che ti confonda finalmente tra i molti. Potresti addirittura lanciarti nella disperata impresa di cucirtela da te, come una sorta di tatuaggio dell’invisibilità. Correndo il rischio di guadagnare al massimo un brandello di somiglianza con la tanto sopravvalutata maggioranza. E divenire… Leggi di più

Video racconto sulla povertà nel mondo

Storie sulla povertà: quando i poveri ci vedono , video con sottotitoli in Italiano e Inglese Quando i poveri ci vedono, allargano lo sguardo e scoprono l’essenziale quanto il contorno. Perché tutto ora torna e ogni frammento del quadro, soprattutto i più ingiusti, trovano senso. Perché quando i poveri ci vedono meglio non cascano di nuovo nel tranello... Non dimenticare di iscriverti al canale e mettere mi piace, grazie!

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