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Visualizzazione dei post da Ottobre, 2015

Storie di ragazze e ragazzi: Il regno dove non si poteva leggere

Il regno dove non si poteva leggere di Alessandro Ghebreigziabiher C’era una volta un regno dove si poteva fare di tutto. Davvero tutto. Così, proprio per dare un’idea, vi dico che avreste potuto imbattervi in una macchina parcheggiata addirittura in quarta fila e, di fronte alle rimostranze dell’unico automobilista in regola, ammirare in sequenza: quello in seconda inveire su quello in terza , a sua volta apostrofare quello in quarta , quest’ultimo di tutta risposta imbestialito con gli altri due, ma tutti e tre alla fine concordi nel malmenare il primo. Il solo nel giusto. E questo è niente. L’assurdità più devastante era il potere delle parole. Dette . Si poteva dire di tutto, a tutti, in ogni momento e con qualsiasi bersaglio. Del corpo come del cuore. O del fegato, fate voi. Perché altrimenti dove la mettiamo la mia libertà? Ecco, questa era la solita obiezione che puntualmente veniva sciorinata. Bella, la totale libertà, regno invidiabile, da molti p

Storie di ragazze e ragazzi: il dono della lavatrice

Il dono della lavatrice di Alessandro Ghebreigziabiher E’ che non bastano, niente di personale, pensa Caterina. Ma non dice. Magari potesse. Perché il problema è più complesso. Nondimeno, sarebbe meraviglioso se gli occhi e le mani, le vite perfette e quelle meno che ruotano intorno a te capissero che non è sufficiente sciorinare carinerie e dolcezze di prima qualità per sciogliere il ghiaccio. Un prigioniero di se stesso è vittima di malefici di fattura sopraffina. Laddove si tratti di un adolescente, be’, chiama pure Harry Potter, Merlino e perfino Iron Man. Chiama chi vuoi. E’ che non bastano le bacchette magiche e i super poteri, sa bene la ragazzina di appena quindici anni. Ma non riesce a dire. Magari ne fosse capace. Perché il problema è più semplice. Il sentiero che divide l’anima costretta dalla luce è entrambi, ruvido come la mano di nonna quando la accarezza e levigato come il pavimento del bagno quando esce dalla doccia a piedi scalzi. E un giorno

Storie d’amore: Ma non mi dire e Ma dai

Ma non mi dire e Ma dai di Alessandro Ghebreigziabiher C’erano una volta una coppia di anziani. Una coppia, nel senso di due. Nessuno sottintenda alcunché. Perché i due erano tali solo di numero. Lui si chiamava Ma non mi dire . E lei Ma dai . Il primo era un omino di ben due anni. Da aggiungersi a novanta. Ma i ventiquattro mesi suddetti erano storia notevole. Perché erano esattamente il tempo che lei era entrata nella sua vita. L’ottuagenaria Ma dai – intendo il nome della vecchina e non per diffidare della precedente affermazione – aveva difatti traslocato due anni addietro nell’appartamento accanto a quello di Ma non mi dire . Mi riferisco ovviamente al nome del vecchietto, sebbene sarebbe quanto mai singolare che io stesso dubitassi delle mie parole. Nondimeno, era proprio questo che accomunasse i due. Dubbio, un dubbio atroce verso tutto e tutti. Da cui i nomi di entrambi. Ovvero, dai nomi stessi la loro storia. Eppure, capita talvolta che laddove qu

Libro sui migranti e il razzismo: La truffa dei migranti

La truffa dei migranti Un romanzo di Alessandro Ghebreigziabiher Tempesta Editore Dal prologo : Gli occhi di Ahmed. Oh… gli occhi di Ahmed. Mi potrei perdere, lì dentro. Lo vorrei. Davvero. Se vedeste quel che vedo io, la pensereste come me. Se vedeste quel che vede lui, vorreste essere lui. Perché in fondo la vita è guardare. Vivere è guardare. Si esiste con gli occhi. Altro che cuore e polmoni. Ovviamente, non prendetemi alla lettera, altrimenti sarebbero gli impossibilitati a vedere a essere lasciati fuori della porta di questa storia. Guardare è immaginare. Che sia quel che l’occhio effettivamente intercetti o piuttosto quel che presuma di aver visto, visione o delirio, realtà tangibile o illusione, ciò che conta è quel che la mente proietta sul nostro schermo personale. Il nostro magico monitor a infinite dimensioni e altrettanti pollici. Non v’è differenza. Non ce n’è mai stata. E mai ce ne sarà. Questa è la più grande fortuna di chi racconta storie. E di chi

Storie di scuola: l’importanza delle conseguenze

L’importanza delle conseguenze di Alessandro Ghebreigziabiher Consegnatemi i testi, disse la professoressa di lettere alla fine della lezione. Raccontatevi con una pagina e fatelo con sincerità e coraggio . Questo era stato invece l’invito dell’insegnante alla vigilia del precedente fine settimana. Il lunedì la donna, al proprio esordio alle scuole superiori, si era imbattuta in uno dei colori più suggestivi del meraviglioso arcobaleno volgarmente detto adolescenza. Se chiedi a un manipolo di quattordicenni di essere sinceri e coraggiosi, preparati . Preparati ad aspettarti di tutto. Consegnatemi i testi, aveva quindi detto poco dopo che l’ultimo studente aveva terminato di leggere il suo componimento. L’aveva detto a tutti. Ma l’aveva detto solo per l’ultimo. L’ultimo componimento, dell’ultimo studente all’ultimo banco della fila al centro. Leggi pure come la zona dove si celano il timorato del cattedratico giudizio e molto altro . Già molto altro, nell’arc