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Alessandro Ghebreigziabiher

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Sentiamo abbaiare ogni notte in casa… ma non abbiamo un cane

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Ogni notte, alle due e tre quarti, sentivamo un cane abbaiare furiosamente dentro casa. Ma noi non avevamo un cane… Mi chiamo Maria e assieme a mio marito Antonio abbiamo comprato un anno fa una casa nelle campagne fuori Matera. Costava poco ed era conveniente. Mio marito fa lo scrittore e il maestro elementare, e io avevo trovato un impiego part-time in un negozio di abbigliamento. Abbiamo due figlie e ce la caviamo bene. Ma non abbiamo mai avuto un cane perché io ne ho sempre avuto paura. E poi ci si è messo questo inspiegabile abbaiare ogni notte. Ogni notte alla stessa ora, alle due e tre quarti precise. Eravamo spaventati e preoccupati. Soprattutto le ragazzine. A un tratto abbiamo pensato che fosse uno scherzo dei vicini. Quando siamo arrivati, gli abitanti della zona, al bar o nella piazza, non sono stati molto accoglienti. Tipica diffidenza per i nuovi arrivati, lo capisco, ma perché arrivare a uno scherzo così macabro? Per fortuna quell’abbaiare feroce si interrompeva non appe...

Lui la chiamava angelo. Poi ho trovato il diario nel cassetto...

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Maledetta me e il giorno in cui ho trovato quel diario. Ma anche maledetto lui… Ora ho bisogno di riordinare le idee: mi chiamo Maria Carmela ed ero una donna felice. Mio marito diceva di amarmi e me lo dimostra pure, con parole e gesti d’affetto che mi sembravano sinceri. Il mio angelo, così chiamava. Tu sei il mio angelo. Sì, va be’, come no… ci credevo, sembrava tutto vero. Se solo avessi saputo! Sono terrorizzata… cosa faccio? Non ho con me il telefono e viviamo in campagna, in una zona isolata di Somma Vesuviana, fuori Napoli. Siamo lontani da chiunque. Eppure Salvatore era un uomo così dolce i primi tempi, premuroso, ma c’era qualcosa in quello sguardo, qualcosa di misterioso. Non era solo fascino, avrei dovuto capirlo che si nascondeva qualcos’altro. E solo adesso mi rendo conto di tutti quei segreti, il suo lavoro con i continui viaggi e soprattutto il suo studio con quei cassetti chiusi a chiave. Ma mi andava bene, perché ero felice, ma poi, l’altra sera abbiamo litigato per u...

Credevano fosse morta… ma il cane sapeva la verità

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La ragazza era stata dichiarata morta dai medici. Stavano per trasportarla all’esterno quando qualcuno si oppose. Federica combatteva con un male importante da tempo. Era una donna forte e coraggiosa, ma sapeva che i rischi erano alti. Aveva un fidanzato che le voleva bene. E degli amici veri. Ma la malattia era sempre presente. Il compagno era spesso fuori e a farle compagnia c’era sempre lui. Furia, il suo cane. Ma non come il cavallo, bensì perché era sempre una furia. E ciò la divertiva tanto, anche perché ne aveva un gran bisogno. Un giorno sembrò aggravarsi e perse i sensi. Il fidanzato chiamò un’ambulanza e i dottori, dopo averla visitata, ne decretarono il decesso. Tuttavia, nessuno di loro riusciva ad avvicinarsi a lei, perché il cane aveva preso ad abbaiare e ringhiare, impedendo loro di avvicinarsi. I medici stavano per chiamare qualcuno che potesse occuparsi del cane, perfino la polizia, quando all’improvviso Federica riaprì gli occhi. Sorprendendo tutti, tranne uno. Furia,...

Voleva aiutare la sua famiglia… così ha accettato quel lavoro

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Davide aveva bisogno di guadagnare di più. Così, accetto un mestiere che odiava, ma poi accadde l’impossibile. Sua moglie aveva una malattia grave e aveva lasciato il lavoro. Avevano due figli ancora piccoli, e uno dei due necessitava di un’operazione costosa. Lavorava già otto ore al giorno, ma un amico gli trovò un impiego extra nel ramo recupero crediti. In presenza. Il che voleva dire recarsi a casa dei debitori reclamando il dovuto. Diciamo con decisa insistenza. Tuttavia, fin dal primo giorno Davide si sentiva in colpa per quella gente, che come lui si trovava in difficoltà economiche. Così, un giorno, mentre il suo amico stava spaventando una coppia di anziani pensionati, intervenne in loro difesa. Ovviamente, fu licenziato. Era disperato e non riusciva a tornare a casa quando ricevette una telefonata. Era i due vecchietti, i quali lo volevano ringraziare. L’anno successivo fu davvero duro, ma quando ormai non sapeva più cosa fare per mantenere la sua famiglia, un regalo inaspet...

Ha conservato quel messaggio per anni… senza mai cancellarlo

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Laura andava ancora al liceo quando aveva ricevuto quel messaggio: se riesco a farti ridere, prometti di uscire con me? Non aveva risposto, anche perché la persona che l’aveva inviato non era di certo un ragazzo di successo. Sia a scuola che sui social. Mentre lei era una ragazza davvero popolare in entrambi. Tuttavia, non aveva cancellato il messaggio. I due si erano persi di vista e avevano preso strade lontane. Laura si era sposata, ma era andata male e aveva divorziato. Marco era rimasto single, salvo qualche breve avventura. Finché lei, scorrendo il cellulare, si ritrovò davanti a quel messaggio di anni prima. Si fece coraggio, e diede la sua risposta: sì, vediamo se ci riesci. Marco rispose dopo neppure un minuto e un attimo dopo Laura non poteva smettere di ridere. Si incontrarono il giorno stesso e da allora sono ancora insieme. A volte, basta solo rispondere...
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