Lui la chiamava angelo. Poi ho trovato il diario nel cassetto...
Maledetta me e il giorno in cui ho trovato quel diario. Ma anche maledetto lui… Ora ho bisogno di riordinare le idee: mi chiamo Maria Carmela ed ero una donna felice. Mio marito diceva di amarmi e me lo dimostra pure, con parole e gesti d’affetto che mi sembravano sinceri. Il mio angelo, così chiamava. Tu sei il mio angelo. Sì, va be’, come no… ci credevo, sembrava tutto vero. Se solo avessi saputo! Sono terrorizzata… cosa faccio? Non ho con me il telefono e viviamo in campagna, in una zona isolata di Somma Vesuviana, fuori Napoli. Siamo lontani da chiunque. Eppure Salvatore era un uomo così dolce i primi tempi, premuroso, ma c’era qualcosa in quello sguardo, qualcosa di misterioso. Non era solo fascino, avrei dovuto capirlo che si nascondeva qualcos’altro. E solo adesso mi rendo conto di tutti quei segreti, il suo lavoro con i continui viaggi e soprattutto il suo studio con quei cassetti chiusi a chiave. Ma mi andava bene, perché ero felice, ma poi, l’altra sera abbiamo litigato per u...