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Alessandro Ghebreigziabiher

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Perché ogni giorno di pioggia quei 2 cani erano lì?

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Ogni giorno, con la pioggia, quei cani erano lì. Su quella panchina. Come in attesa. Il primo a salire era sempre Batuffolo. Malgrado fosse più grande e più grosso. Montagna obbediva all’amico. Una donna li aveva osservati dalla finestra di casa. E allora indossò l’impermeabile. E si avvicinò a loro. Chiese in giro e alla fine scoprì una cosa incredibile. Anni dopo, in un giorno di pioggia, i due erano in quel parco. Con la loro padrona. Quest’ultima li aveva lasciati sulla panchina ad aspettarla. Mentre lei andava a fare la spesa. Ma poi, non era più tornata perché era morta in un incidente. Così, in suoi cani, non appena cominciava a piovere. Erano lì sulla panchina, ad aspettare il suo ritorno. La donna decise che non avrebbe potuto lasciarli lì. Parlo con il suo fidanzato. E insieme, in giorno di pioggia, ma felice. Decisero di portarli con loro a ritrovare l’amore che avevano perso.

In ospedale quel gatto sceglieva sempre un paziente diverso…

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Quel gatto aveva un potere. Ma nessuno sembrava capirlo. Era entrato un giorno in un ospedale. E da allora non se n’era più andato. La cosa più strana era che passava da una stanza all’altra. Da un paziente all’altro. Restando vicino ai malati. E poi, dopo qualche giorno o settimana. Entrava in un’altra stanza. Un’infermiera, che aveva preso a cuore l’animale, si incuriosì. E fece una scoperta incredibile. Tutti i pazienti con cui il gatto aveva passato del tempo avevano qualcosa in comune. In tutti i casi i dottori avevano fatto un errore di valutazione. E i malati avevano bisogno di un’operazione urgente. La donna fece una ricerca più approfondita e scoprì qualcosa di ancora più assurdo. Il gatto apprteneva a una signora che era morta di un grave malore improvviso. Eppure, a sentire la vicina di casa, negli ultimi giorni della donna il gatto non faceva che miagolare a ogni ora. Perché sapeva prima di tutto ciò che stava accadendo. Così, non potendo salvare chi amava, aveva deciso di ...

Lo lasciavano fuori casa. Ma lui aspettava ogni giorno 🥺

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Quel cane era stato lasciato fuori. Non aveva il permesso di oltrepassare la soglia. Anche se avrebbe voluto tanto rientrare in casa. Dormiva in una casetta. E veniva nutrito all’esterno. Non aveva ovviamente capito il motivo. Ma aspettava con pazienza. Ogni giorno si riavvicinava alla porta. Sperando che fosse la volta buona. E poi tornava ad aspettare. Con ogni clima. Talvolta annoiandosi. Cercando qualcosa da fare. O da sgranocchiare. Aspettando ancora. Per poi tornare di nuovo alla porta. Con speranza e nostalgia di ciò che gli mancava. Finché finalmente, la porta si aprì di nuovo. E Drago poté riabbracciare la sua padrona. Guarita da una brutta tubercolosi. Che avrebbe potuto far male anche a lui. Ormai in là cogli anni. Ma ancora tempo da passare con la sua migliore amica.

Quel gatto entrava ogni giorno in quella classe… poi l’insegnante scoprì perché

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Quel gatto andava in quella scuola ogni giorno. Entrava in classe. E si accomodava su un banco vuoto. Gli studenti lo trovavano divertente. Ma l’insegnante non poteva accettarlo. Il gatto veniva fatto uscire. Ma il giorno dopo era di nuovo lì. Allo stesso banco. Vuoto. Dopo un paio di settimane l’insegnante fece qualcosa. Seguì il gatto in strada. Arrivò così all’ingresso di una casa. Il gatto entrò dalla finestra aperta. E lei bussò. La aprì una donna, a cui spiegò l’accaduto. La padrona di casa scoppiò in lacrime. E poi le svelò il mistero. Il gatto era il migliore amico di sua figlia. La bambina era morta di un grave malattia in estate. Difatti, era l’unica alunna assente nella sua classe. Il gatto aveva voluto colmare quel vuoto con la sua presenza. Che poi, è ciò che fanno sempre coloro che ti amano…

Si amavano da anni. Non si erano mai parlati finché...

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Federica amava Giorgio. E Giorgio ricambiava. Fin da quando erano giovani. Abitavano nello stesso palazzo. Ma non si rivolgevano mai la parola. Lui era timido. Lei riservata. I genitori di entrambi vennero a pochi anni l’uno dall’altro. E rimasero tutti e due nella casa in cui erano cresciuti. Si guardavano e si amavano. In silenzio. Al massimo buongiorno, buonasera. Niente più. La fortuna di alcuni è che talvolta gli animali. Hanno il buon senso e il coraggio che a noi manca. Federica prese con s’è un gatto e li chiamò Pirata. Perché adorava andarsene in giro a esplorare il mondo. Quello che lei non sapeva è che finiva quasi ogni giorno a casa di Giorgio. Non vedendolo tornare, Federica andò a cercarlo. Lo vide entrare nell’appartamento dell’amato. Ma restò davanti alla porta senza il coraggio di bussare. Quando la porta si aprì perché Giorgio voleva far uscire Pirata i due si guardarono finalmente negli occhi. E dal quel momento finalmente l’amore sbocciò. Grazie all’intervento di un...
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