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Alessandro Ghebreigziabiher

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Inizia con una storia

Difese un cane randagio. Poi la sua vita cambiò per sempre

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Il giovane difese quel cane. Anche se non era un bel momento per lui. Dopo gli studi aveva trovato finalmente un lavoro. Ma era stato licenziato dopo pochi mesi. Quel giorno camminava da solo, triste e sconsolato. A un tratto vide due persone maltrattare un cane randagio. Intervenne senza esitare per proteggere il cane. I due lo aggredirono e lo mandarono all’ospedale. Le cose sembravano andare peggio che mai. Poi accadde qualcosa di straordinario. Una volta dimesso dall’ospedale trovò ad aspettarlo una donna. Era la proprietaria del cane, felice di averlo ritrovato. Sano e salvo grazie a lui. Così gli diede una grossa ricompensa. E scoprendo le sue difficoltà gli diede anche un lavoro. Talvolta, fare una buona azione ti ripaga di tutto.

Ogni stazione. Sempre lo stesso gatto. Ma perché?

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Cosa ci faceva quel gatto in ogni stazione? Passava da un città all’altra. E puntualmente era lì. Sulla banchina. Come in attesa. Nessuno ci faceva caso, tranne una donna. Forse perché lavorava come macchinista. E guidando in treni in varie stazioni l’aveva notato. O magari aveva solo sufficiente umanità per interessarsi a lui. Si avvicinò al gatto e dopo averlo fotografato fece delle ricerche. Scopì così la sua incredibile storia. Il gatto era stato adottato da una coppia di anziani. Lo avevano incontrato proprio in una stazione. I due erano deceduti, ma il gatto non aveva capito dove fossero andati. Pensò quindi che si erano rimessi in viaggio. E allora, aveva preso ad aspettarli. Passando da una stazione all’altra. La donna si intenerì e decise di prendere il gatto con sé. Per non farlo più sentire solo. Ma anche il gatto fece lo stesso con lei. Trovando insieme serenità e amore.

Perché ogni giorno di pioggia quei 2 cani erano lì?

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Ogni giorno, con la pioggia, quei cani erano lì. Su quella panchina. Come in attesa. Il primo a salire era sempre Batuffolo. Malgrado fosse più grande e più grosso. Montagna obbediva all’amico. Una donna li aveva osservati dalla finestra di casa. E allora indossò l’impermeabile. E si avvicinò a loro. Chiese in giro e alla fine scoprì una cosa incredibile. Anni dopo, in un giorno di pioggia, i due erano in quel parco. Con la loro padrona. Quest’ultima li aveva lasciati sulla panchina ad aspettarla. Mentre lei andava a fare la spesa. Ma poi, non era più tornata perché era morta in un incidente. Così, in suoi cani, non appena cominciava a piovere. Erano lì sulla panchina, ad aspettare il suo ritorno. La donna decise che non avrebbe potuto lasciarli lì. Parlo con il suo fidanzato. E insieme, in giorno di pioggia, ma felice. Decisero di portarli con loro a ritrovare l’amore che avevano perso.

In ospedale quel gatto sceglieva sempre un paziente diverso…

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Quel gatto aveva un potere. Ma nessuno sembrava capirlo. Era entrato un giorno in un ospedale. E da allora non se n’era più andato. La cosa più strana era che passava da una stanza all’altra. Da un paziente all’altro. Restando vicino ai malati. E poi, dopo qualche giorno o settimana. Entrava in un’altra stanza. Un’infermiera, che aveva preso a cuore l’animale, si incuriosì. E fece una scoperta incredibile. Tutti i pazienti con cui il gatto aveva passato del tempo avevano qualcosa in comune. In tutti i casi i dottori avevano fatto un errore di valutazione. E i malati avevano bisogno di un’operazione urgente. La donna fece una ricerca più approfondita e scoprì qualcosa di ancora più assurdo. Il gatto apprteneva a una signora che era morta di un grave malore improvviso. Eppure, a sentire la vicina di casa, negli ultimi giorni della donna il gatto non faceva che miagolare a ogni ora. Perché sapeva prima di tutto ciò che stava accadendo. Così, non potendo salvare chi amava, aveva deciso di ...

Lo lasciavano fuori casa. Ma lui aspettava ogni giorno 🥺

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Quel cane era stato lasciato fuori. Non aveva il permesso di oltrepassare la soglia. Anche se avrebbe voluto tanto rientrare in casa. Dormiva in una casetta. E veniva nutrito all’esterno. Non aveva ovviamente capito il motivo. Ma aspettava con pazienza. Ogni giorno si riavvicinava alla porta. Sperando che fosse la volta buona. E poi tornava ad aspettare. Con ogni clima. Talvolta annoiandosi. Cercando qualcosa da fare. O da sgranocchiare. Aspettando ancora. Per poi tornare di nuovo alla porta. Con speranza e nostalgia di ciò che gli mancava. Finché finalmente, la porta si aprì di nuovo. E Drago poté riabbracciare la sua padrona. Guarita da una brutta tubercolosi. Che avrebbe potuto far male anche a lui. Ormai in là cogli anni. Ma ancora tempo da passare con la sua migliore amica.
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