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Alessandro Ghebreigziabiher

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Inizia con una storia

La ragazza senza gambe e il cavallo cieco

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Sara, una ragazza del nord della Sardegna, aveva perso le gambe in un’escursione. Amava la natura e gli animali più di sé stessa. Da allora aveva perso interesse per tutto, tranne che per il mondo al di fuori della finestra, da cui intravedeva il bosco. Un giorno cominciò a farle visita un cavallo. L’animale era cieco e vagava da solo. Aveva sentito la sua voce e non aveva resistito. Aveva percepito qualcosa di buono e di familiare. Il cavallo era lì ogni giorno e la ragazza prese a parlargli. A raccontargli tutta la sua vita. E forse il cavallo fece lo stesso. Finché i loro sogni si fusero insieme. Creando un unico e comune sogno. Quello di correre lontano, di nuovo. E fu così che la ragazza senza gambe e il cavallo privo di occhi si lanciarono al galoppo verso l’orizzonte. Non ci crederete, ma stanno ancora correndo…

Si sono innamorati in ospedale… ma il destino aveva altri piani

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Caterina, vent’anni appena compiuti, era ricoverata in un ospedale di Matera. Aveva bisogno di un cuore al più presto, altrimenti non ce l’avrebbe fatta. Era una ragazza piena di gioia e pur sapendo della sua precaria salute, aveva vissuto sino a quel momento come se avesse avuto tutta la vita davanti. Buoni voti a scuola e sempre attiva nel dare una mano a tutti. Tuttavia, si aggravò come previsto dai medici, ma il trapianto stava subendo dei ritardi inattesi. Nel frattempo, a causa di un incidente con la moto, fu ricoverato d’urgenza nello stesso ospedale Matteo, suo coetaneo. Un giovane dalla vita sregolata, soprattutto a causa di una famiglia poco amorevole. Non un cattivo ragazzo, più sfortunato che altro. L’incidente era stato terribile e per lui non c’era più molta speranza. Essendo entrambi nel reparto rianimazione, i due erano vicini di stanza. Caterina chiese all’infermiera di accompagnarla nella camera dove si trovava Matteo, il quale era ancora cosciente. I due iniziarono a...

Quel cane non doveva essere lì

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Una donna della provincia di Trieste di nome Margherita aveva un cane a cui teneva molto. Da piccola faceva atletica leggera, era molto brava, ma la salute precaria le aveva impedito di gareggiare. Così, aveva deciso di allenare il suo cane Freccia, il quale era dotato quanto la sua padrona. Faceva dei tempi incredibili. Così, decise di iscriverlo a un premio locale. Non era di certo le olimpiadi, ma ci si dedicò con impegno e costanza. La sua salute continuò a peggiorare, ma non si arrese in vista del giorno della gara, Freccia era rapidissimo e un serio candidato alla vittoria. Purtroppo, la malattia fu impietosa e Margherita si aggravò e morì all’indomani della competizione. Nondimeno, accade quel giorno accadde qualcosa di straordinario. Freccia si presentò da solo e nonostante il tentativo di fermarlo da parte degli organizzatori, arrivò al traguardo prima di tutti. Quindi, senza ritirare alcun premio, corse a casa di Margherita per condividere con lei la vittoria. E pare che la s...

Non la voleva nessuno... e poi arriva lei

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Nessuno voleva adottarla. Finché non è arrivata quella donna che ha fatto una cosa semplice. E tutto è cambiato. Elena era una ragazzina ritenuta difficile da tutti. Ribelle e aggressiva, disordinata e lunatica, e con altre ben più serie difficoltà. Era passata da una struttura all’altra, da un ricovero all’altro, ma ogni volta che si cercava un possibile affido, la famiglia di turno rinunciava. Troppo difficile per tutti. Finché un giorno non si presentò una coppia diversa dalle altre. Anche la donna aveva avuto una storia non facile da giovane. Entrò nella stanza assieme al compagno, si avvicinò alla ragazza, e parlò con lei. Ovvero, non disse nulla, la guardò e la ascoltò, e basta. Con assoluta attenzione. E anche quando la ragazzina finì, non proferì parola. Ma fece un gesto semplice e al contempo straordinario, perché nessuno di coloro che si erano succeduti aveva fatto. Le diede una carezza sulla guancia. Solo questo. Qualcosa di piccolo e breve. Qualcosa di immenso. Che cambiò o...

Il cane ingeriva tutto… per un motivo

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Quando il veterinario operò il cane e scoprì quello che l’aveva fatto star male non poté fare a meno di commuoversi. Una giovane coppia di Campobasso viveva in una casa isolata, fuori città. Avevano una sola figlia, molto piccola, e siccome lavoravano entrambi, avevano chiesto alla madre di lei di badare alla nipote alla loro assenza. Purtroppo la donna era piuttosto anziana e a loro insaputa aveva un principio di Alzheimer. La distrazione dell’anziana permise alla bambina di ingerire una biglia con cui spesso giocava e solo per un pelo riuscirono a intervenire in tempo per salvarla. La vecchina si scusò profondamente e assai rammaricata ascoltò la reprimenda della figlia: “Mamma, devi fare attenzione a tutti gli oggetti più piccoli, non lasciarli mai in terra.” Il problema è che a quanto pare qualcun altro aveva ascoltato quel monito. Fedro, il cane di famiglia, a quanto pare aveva inteso il messaggio e per settimane, mesi, pur di evitare che la bambina ingerisse ciò che era in terra ...
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