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Nadine e noi

Nadine e noi
di Alessandro Ghebreigziabiher

Si dice, talvolta si dice, che comprendiamo il reale valore delle cose solo quando le perdiamo.
Pensiero, come molti, che altrettanto si smarrisce nell’affollato mucchio di banalità acclarate.
Eppure, la storia racconta e ricorda che spesso, nell’ingenuità del ricorrente affresco, si celano colori nuovi, che danno un senso originale al passato.
Forse, è questo l’unico modo per scrivere altre storie.
Come il giorno in cui la ragazzina dalla carnagione complicata quanto le sue origini fu invitata dalla prof di lettere a leggere il suo componimento innanzi alla classe.
Un tema, una lettera d’addio e un’accorata preghiera in una sola pagina, scritta di getto, senza pensare, con il cuore nudo e le mani tremanti.
Parole forse incaute, destinate a un pubblico tutt’altro che pronto ad accogliere siffatti doni, perlomeno sulla carta.
Ciò malgrado, qualcuno deve pur cominciare a incidere quest’ultima con qualcosa di tristemente onesto.
Nadine, dinanzi al…

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