Elena è arrivata al capolinea. Non ce la più a continuare dopo l’ennesima delusione amorosa. Raggiunge il mare e si ferma sulla riva a osservare il richiamo delle onde. Quando sta per mettere piede in acqua, si accorge di non essere più sola. Chi sei? Perché sei qui? Questo sembrano chiedersi entrambi. I due sono giunti nel medesimo luogo allo stesso tempo, forse con motivi diversi, ma con le stesse domande di tanti, umani o meno. Chi sei? Perché sei qui? Ma è così importante? Forse no, pensa Elena per la prima volta. Mentre il suo nuovo amico è probabile che l’abbia capito fin dal primo giorno. I due si guardano e si ascoltano, si capiscono e si trovano. E un’altra storia e un’altra vita. Ricominciano.
Livia fa la restauratrice. Adora le robe vecchie. Ma ancora di più ama i misteri da svelare. Di recente, le hanno affidato una casa e tutto ciò che contiene. Il tizio che gliel’ha affidata le ha detto che lei è la persona giusta, anzi perfetta. Quando arriva sul posto e la osserva avverte una strana sensazione, qualcosa di familiare. Eppure non è mai stata in quella città. Entra nella casa, comincia a rovistare per catalogare il tutto e quando arriva nello studio si imbatte in un diario. Si accomoda, inizia a leggere e all’improvviso rimane senza fiato. Il diario sembra rivolto a lei fin dalla prima pagina: Cara Livia, queste parole sono per te. La donna non ha mai conosciuto sua madre e solo in quel momento si rende conto che era proprio di quelle parti. Ripensa al tizio che l’ha ingaggiata e adesso capisce cosa intendeva. Così, si perde nel diario, e piange e ride, lo stringe a sé e poi lo allontana di nuovo per rileggere ancora. Grazie, mamma, sussurra, e poi, come se fosse di nuovo...