Stephen è un fotografo esperto ma non sapeva spiegarsi quello strano fenomeno. Ritrarre ogni dettaglio della vita, soprattutto degli esseri umani, era sempre stata la sua passione. Al punto da dedicargli ogni momento, soprattutto in seguito a un grave lutto che l’aveva particolarmente segnato. Passava tutto il giorno a catturare immagini quotidiane. Nei parchi e nelle strade. Sui mezzi pubblici e nei negozi. Così come negli spazi aperti, in montagna e al mare, nei parchi e nei boschi. Finché, sviluppando le foto, cominciò a notare qualcosa di sorprendente. In ogni immagine c’era lei, quella donna. Eppure era certo di non averla vista al momento di ogni scatto. Non ci dormì la notte per giorni, smise di fotografare, si chiuse in casa. E quando finalmente crollò, fu il suo inconscio a rivelargli la più semplice delle verità: quella donna era sua moglie. Pianse, e pianse ancora, come non aveva fatto allora all’epoca del decesso della compagna. E finalmente ricominciò a fotografare la vita...
Il protagonista di questa storia è stato lasciato solo. Capita spesso, purtroppo. Gli umani gli sfilano accanto. C’è chi lo guarda, ma si limita a questo. In tanti, vanno di fretta. Alcuni inseguono la carriera. Altri cercano una via d’uscita. Oppure vivono prigionieri di uno schermo. Il nostro è davvero afflitto. Anche se basterebbe davvero poco per tirarlo su. Qualcuno che trovasse il tempo di avvicinarsi. Fino ad ascoltare il battito del suo cuore. E magari azzardare perfino una carezza. Sarebbe un sogno, e per fortuna stavolta accade. È proprio vero che chi trova un amico… trova la felicità.