Sofia è orfana e finalmente ha trovato l’orfanotrofio dove ha vissuto da bambina. È all’interno di un vecchio edificio abbandonato. La donna vi entra perché sta cercando delle risposte su i suoi veri genitori. Quelli adottivi sono morti di recente e l’hanno voluta bene. Vuole solo conoscere le sue vere origini. Raggiunge l’ufficio degli archivi e dopo ore passate a cercare trova i documenti che la riguardano. Scopre il nome della sua vera madre e quindi del suo padre biologico, guarda le loro foto, ma non sente nulla, non sente cambiare nulla. Tuttavia, tra i documenti fa un’altra scoperta: tra i fogli ci sono anche le foto dei suoi genitori. I due lavoravano nell’orfanotrofio, erano gli addetti alle pulizie. Sofia non lo sapeva, ma ricorda le loro parole: ti abbiamo amata fin dall’inizio, ancora prima di adottarti. Gli occhi si fanno lucidi, il cuore si riempie di calore, il corpo si rilassa. Va tutto bene, Sofia, si dice. È tutto a posto. Puoi tornare a casa.
La notte in cui il mare restituì i suoi morti Suo figlio è stato dato per disperso in mare. Mark, che ha perso la moglie anni addietro, non si è arreso e si è fatto assumere come guardiano del faro, convinto di vederlo un giorno tornare con la sua barca. Ad alleviare il suo dolore da qualche giorno c’è Mary, una ragazza del luogo, la quale ha perso anche lei il marito a causa di un naufragio. Una notte vengono svegliati da qualcosa. C’è gente che canta e che ride, sulla spiaggia. È una notte speciale, da quelle parti. La notte del tempo sospeso. Del tempo rubato. E del tempo ritrovato. Del tempo felice. Sempre vivo nei ricordi. E negli occhi di ancora spera. I due si affacciano e il cuore di entrambi esplode di gioia. Il figlio di Mark è sulla spiaggia a festeggiare il sogno di un’eternità conquistata con il cuore. C’è anche il marito di Mary e tanti altri, persi in mare e ritrovati. Perché ricordati e amati, allora come oggi. Nei sogni a occhi aperti. Nei cuori mai sopiti. Di chi rest...