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Sabato 11 Novembre 2017 ore 19, Spettacolo teatrale e musicale in occasione dell'uscita del romanzo Carla senza di Noi, Graphofeel Edizioni, Libreria Teatro Tlon – Via F. Nansen 14, Roma - Ingresso libero. Per info e prenotazioni: libreriateatro@tlon.it - 06 45653446

Storie sui diritti umani: Il vero problema è la distanza

Il vero problema è la distanza

di
Alessandro Ghebreigziabiher


“Mamma”, chiese un giorno una bimba aliena alla madre. “Gli umani sono come noi?”
“No, cara.”
“Perché?”
“Perché hanno dei problemi.”
“Tanti?”
“Molti, ma uno più di tutti.”
“Quale?”
La madre aliena ci pensò su un istante ma poi decise di affidarsi al super potere più invincibile dell’universo.
Le storie.
“C’era una volta un essere umano. Immagina una persona che in tutta la sua vita si sia dimostrato il più egoista e insensibile tra i suoi simili. Ora, mettiamo che il nostro si ritrovi chiuso dentro una stanza come un prigioniero, seduto su un divano e con una televisione sempre accesa in cui trasmettano solo tg, detto in breve. Per esteso, il racconto delle quotidiane miserie umane. Ma mettiamo anche che con lui, riverso in terra, ci sia un altro essere umano. Una vita ricoperta di stracci e polvere, amarezza e mala sorte, un figlio dell’ultimo gradino del mondo. Cosa succederebbe, secondo te?”
La bimba aliena ci pensò su un istante anche lei.
“Niente, credo. Hai detto che l’uomo sul divano è un egoista e un insensibile. Quindi continuerà a guardare il tg e ignorerà l’altro.”
“Hai ragione, ma questa situazione non durerà all’infinito. Perché prima o poi si accorgerà del proprio simile in terra. Perché sentirà il bisogno di guardarlo, di sapere cosa sta pensando e di capire cosa sta provando. E vorrà altrettanto. Fidati di me, ma prima o poi verrà il giorno in cui avvicinarsi l’uno all’altro diventerà il solo e unico scopo della loro comune vita nella stanza.”
“Perché?”
“Perché così sono gli umani, è un fatto naturale. Questa è l’umanità.”
“E qual è il problema di cui parlavi?”
“Ci arrivo. Immagina adesso di cancellare l’uomo in terra, come se non ci fosse mai stato e mettiamo che sia sempre nelle stesse condizioni, ma in un’altra stanza, attigua alla prima. Immagina di osservare entrambe le scene divise da un muro. Cosa succederebbe?”
“Niente.”
“Stavolta hai ragione. Il primo uomo continuerebbe imperterrito a guardare il tg e il secondo rimarrebbe nella stessa meschina situazione di prima. E se quest’ultimo fosse in un altro palazzo?”
“Uguale, sempre niente.”
“E se fosse in un’altra città?”
“Niente ancora.”
“In un’altra nazione?”
“Niente, mamma.”
“In un altro continente, magari al di là del mare?”
“Sempre niente.”
“E se all’improvviso l’essere umano sul divano vedesse quello più sfortunato apparire in una delle storie del tg? Cambierebbe qualcosa, secondo te?”
Qui la bimba aliena mostrò un’espressione perplessa.
“Non so…”
“Te lo dico io: niente, assolutamente niente. L’umano sul divano potrebbe provare dispiacere per l’altro. O addirittura odio, ritenendolo in qualche modo colpevole della sua seppur comoda prigionia. Ma, in buona sostanza, nulla cambierebbe.”
“Perché?”
“Perché questo è il vero problema degli esseri umani.”
“Quale?”
“La distanza.”
“La distanza tra di loro?”
“No, piccola mia. La distanza tra la testa e il cuore…”


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