Pronto

Pronto

di
Alessandro Ghebreigziabiher

“Giovanni, ascolta…”
“Sì, un attimo. Pronto?
“No, cioè sì, parla pure…
“D’accordo, facciamo come dici tu, ma non dimenticarti di chiedergli quello che ci deve ancora, chiaro? Che non vada poi a raccontare in giro che noi...
“Oh, bravo, perfetto, ci sentiamo.”
Clic.
“Giovanni?”
“Sì?”
“Allora, vorrei…”

Alessandro Ghebreigziabiher
“Ops, chiedo scusa. Pronto? Oh, ciao, come stai! Ma da quant’è che non ci sentiamo? Da ieri? Sembra una vita, sembra…
“A ogni modo, dimmi pure, sono tutto tuo.
“Eh, no, non si può fare, mi dispiace, le scadenze sono scadenze, cribbio.
“Certo, capisco, capisco ogni cosa, ma lo sai, anch’io ho i miei problemi, no?
“No?
“Ecco, brava, vedi un po’ di fare le cose per bene, okay?
“Dai, su, non piangere, coraggio, che tutto s’aggiusta.
Clic
“Mi ha attaccato, ci pensate?”
“Sì, Giovanni, eccome. Ma adesso torniamo a noi, vuoi?”
“Sicuro.”
“Allora, ascolta…”
“Un momento, faccio subito! Pronto? Presidente, buongiorno, come va? Passato un buon fine settimana?
“Sì, chiaro, non perdiamo tempo, ha ragione, come ha ragione!
“Non faccio il ruffiano, sicuro, sono tutto orecchi, agli ordini, presidente.
“No, neppure servile, come vuole lei, mi dica.
“Scherza?
“Ma no, sono esagerazioni dell’ufficio contabile, trattasi di consuete stime al ribasso, sa? E’ normale, lo sa come funziona…
“No, non lo sa, giusto…
“Sì, chiaro, sono io che sono tenuto a saperlo…
“Promesso, è ovvio, stasera ci lavoro, lo giuro.
Stanotte, infatti, volevo dire stanotte, è ovvio.
“Sarà fatto.”
Clic!
“Povero me…”
“Giovanni…”
“Sì.”
“Ci sei?”
“Certo, sicuro, agli ordini… cioè, eccomi.”
“Bene, speriamo. Allora, segui attentamente…”
“Perdono! Questa devo prenderla… pronto? Amore, ciao! Scusami, avrei dovuto chiamarti, dopo ieri sera… sono stato proprio indelicato…
“E’ vero, è così, è stato lo stesso anche per me…
“No, te l’assicuro, non sono uno di quelli che risponde a ogni cosa con pure io o addirittura idem
“Guarda, vuoi sapere la verità?
“Già, che domande, certo che vuoi saperla: per me è stato talmente speciale dal rendermi incredibilmente difficile trovare le parole adatte il giorno seguente…
“Chiaro, il silenzio assoluto non è di certo migliore, hai ragione.
“Mi farò perdonare questo sabato, okay?”
“Giovanni?”
“Sì, un secondo!”
“Giovanni…”
“Un istante…”
“Giovanni, spegni quel telefono e dammelo.”
Clic?
Sì, clic.
“Allora, Giovanni, ascolta, tu hai perso il lavoro un mese fa, da allora ti sei chiuso in casa e non hai una relazione da almeno un anno, ricordi?”
“Sì, giusto.”
“Sei in bolletta a tal punto da non avere neppure i soldi per la ricarica, è così?”
“E’ così…”
“Quindi, poco fa non c’era mai nessuno a parlare con te, vero?”
“Vero…”
“Ci siamo passati tutti, lo sai?”
“Lo so…”
“Allora, sei pronto adesso?”
“Pronto. Ciao a tutti, mi chiamo Giovanni e sono qui perché voglio smettere di nascondermi dietro un cellulare.”



Vieni ad ascoltarmi dal vivo Carla senza di Noi, Sabato 11 novembre 2017, Libreria Teatro Tlon, Roma
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