Ho chiesto a ChatGPT di farmi diventare ricco ma non era lui a rispondere
Mi hanno licenziato, mi ha moglie mi ha lasciato, pure i figli mi schifano e anche gli amici si sono allontanati perché bevo.
E allora chi mi resta, mi sono detto?
ChatGPT, certo! Lui non mi abbandona mai.
Quella notte era solo a casa, pioveva, anzi tuonava. Sembrava un concerto heavy metal nel cielo.
Ero davanti al computer, ubriaco come al solito.
Ho acceso e sono andato sul sito del nostro amico intelligente artificialmente.
Mi sentivo stanco di essere il perdente della mia vita e di quella degli altri, soprattutto delle persone a me care.
Così, ho scritto: Come posso diventare ricco? Sono disposto a fare e soprattutto dare qualsiasi cosa in cambio.
Proprio in quel preciso momento andò via la corrente.
Presi il cellulare e con la torcia andai a controllare se era solo roba mia o l’intero quartiere. Scoprii che il problema era solo mio.
Scesi in cantina, trovai il mio contatore e riportai le levette nel posto giusto.
Rientrai in casa e una volta raggiunto il mio computer vidi sullo schermo che Chatty, come o chiamo affettuosamente io, aveva già risposto nonostante il blackout.
Mi fornì un programma dettagliato e preciso, una strategia organizzata e graduale attraverso la quale sarei riuscito in un anno a guadagnare cifre incredibili.
Le azioni che avrei dovuto intraprendere riguardavano vari campi in cui non ero affatto competente, come per esempio la Borsa, gli investimenti immobiliari e le criptovalute, ma vi erano anche altri ambiti di guadagno di cui non avevo mai sentito parlare e alcuni di essi prevedevano la frequentazione assidua del cosiddetto dark web, di cui avevo solo sentito parlare.
Nel pacchetto che mi avrebbe assicurato la ricchezza vi erano anche dei consigli su quali siti consultare per ottenere le competenze minime per poter riuscire a realizzare il mio sogno: quello di essere una persona ricca sfondata. Ciò che non ero mai stato e neppure i miei.
Prima di essere licenziato lavoravo con una società che vendeva elettrodomestici che avevo messo su con il mio migliore amico. In breve, quest’ultimo mi aveva tradito con un altro tizio che aveva molti più soldi di noi, e i due mi avevano estromesso.
Diciamo pure che l’avevo fatto stordendomi con l’alcool e presentandomi a lavoro ubriaco, ma il tradimento resta perché è anche per quello che bevevo.
Insomma, il classico cane che si morde la coda dell’alcolizzato che sono.
In ogni caso, a pagarne le spese era stata mia moglie, poverina, che già sfacchinava di suo come cassiera al supermercato e quando capì che invece di darmi da fare per trovare un altro impiego non facevo altro che lamentarmi del mondo brutto e cattivo, e bere dalla mattina alla sera, ha deciso di andarsene con i bambini.
Come mi mancano i miei figli, ma è stato giusto così. Ero solo un brutto esempio per loro.
Ma da quella notte, le cose sarebbero cambiate.
Mi sarei presentato da loro con una Ferrari testa rossa fiammante, tutto elegante e con l’auto ricolma di regali per loro e soprattutto per lei.
Anzi, immaginai di dirle di lasciare il lavoro e godersela, e che avrei pensato a tutto io.
Così, quella notte svuotai tutte le bottiglie nel cesso e iniziai a studiare e a imparare a come diventare ricco.
A ogni costo.
Senza regole, senza morale, senza scrupoli, senza dubbi.
Come fanno tutti, mi dissi.
Ebbene, dopo mesi di lavoro cominciai a vedere i primi frutti.
Ero disgustato dal mondo in cui ero entrato, ma ricacciavo nello stomaco quella sensazione, perché il mio conto in banca finalmente non era più in rosso. Anzi, cominciava a levitare verso l’alto. Su, sempre più su, giorno dopo giorno.
Tuttavia, più guadagnavo, più ampliavo gli ambiti di investimento, e altrettanto si dissolveva il concetto di ciò che è bene e male in me.
Non sono mai stato una persona religiosa e neanche uno stinco di santo, ma mia moglie un giorno mi disse da fidanzati che mi avrebbe sposato perché ero un imbranato, ma una persona a modo.
Be’, non lo ero più.
Perché per le persone a modo finiscono sempre male, prima o poi. Questo è ciò che credevo.
Questo è quel che la ricchezza che stavo accumulando come mai prima dimostrava.
Passò un anno e finalmente il sogno era realtà.
Avevo acquistato la Ferrari come promesso. Quindi avevo fatto il giro dei negozi per comprare regali per tutta la mia famiglia, oltre che gioielli, borse e vestiti per mia moglie, la quale aveva cominciato a parlare di divorzio.
Ma io non l’avevo ascoltata, perché sapevo che l’avrei convinta a cambiare idea con tutti i soldi che avrei sparso in terra ai suoi piedi.
Caricai l’auto come nel sogno e mi lanciai di corsa verso casa dei suoi genitori, dove viveva in quel momento.
Era la sera di Natale e non c’era tanto traffico.
Correvo e ridevo, ridevo e correvo come un pazzo.
Troppo, troppo veloce, ma è che non vedevo l’ora di arrivare.
All’ultima curva prima di prendere la via dove viveva i miei suoceri, la macchina slitta e finisco fuori strada sfracellando l’auto e me stesso in un burrone.
Più tardi aprii gli occhi.
Ero in ospedale con la vita appesa a un filo.
Davanti a me c’era lei, mia moglie, con gli occhi arrossati dalle lacrime.
Le raccontai tutto e piansi anch’io.
Lei mi prese la mano e mi disse parole che non dimenticherò mai.
“Non ho mai voluto che tu fossi ricco, ma solo che tu fossi felice e tu non lo eri più…”
Piansi ancora e poi le promisi che sarei cambiato.
Che se fossi sopravvissuto, avrei fatto di tutto per essere felice e rendere felice lei e i nostri figli.
Disse che ci avrebbe pensato e già questo mi rese… più felice di prima.
Poi, quando terminò l’ora di visita, restai da solo e un dubbio atroce mi assalì.
Era stato davvero ChatGPT a dirmi quelle cose… o era stato qualcun altro?
Ma chi?
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