Alessandro Ghebreigziabiher

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Sentiamo abbaiare ogni notte in casa… ma non abbiamo un cane

Ogni notte, alle due e tre quarti, sentivamo un cane abbaiare furiosamente dentro casa.
Ma noi non avevamo un cane…
Mi chiamo Maria e assieme a mio marito Antonio abbiamo comprato un anno fa una casa nelle campagne fuori Matera.
Costava poco ed era conveniente. Mio marito fa lo scrittore e il maestro elementare, e io avevo trovato un impiego part-time in un negozio di abbigliamento. Abbiamo due figlie e ce la caviamo bene. Ma non abbiamo mai avuto un cane perché io ne ho sempre avuto paura.
E poi ci si è messo questo inspiegabile abbaiare ogni notte. Ogni notte alla stessa ora, alle due e tre quarti precise.
Eravamo spaventati e preoccupati. Soprattutto le ragazzine.
A un tratto abbiamo pensato che fosse uno scherzo dei vicini.
Quando siamo arrivati, gli abitanti della zona, al bar o nella piazza, non sono stati molto accoglienti. Tipica diffidenza per i nuovi arrivati, lo capisco, ma perché arrivare a uno scherzo così macabro?
Per fortuna quell’abbaiare feroce si interrompeva non appena mio marito o io ci alzavamo e uscivamo dalla camera dal letto.
La prima notte pensavamo che l’abbaiata venisse dall’esterno. D’altronde siamo in campagna. Ci sono i cani randagi ovunque, figuriamoci qui.
Ma non c’era nessuno. Siamo abbastanza isolati. E poi eravamo sicuri che i versi del cane provenissero dall’interno. Così, decidemmo di fare una prova e di registrare il cane.
Mio marito restò sveglio fino alla solita ora pronto con il cellulare.
Due e quarantatré.
Due e quarantaquattro.
Due e quarantacinque… e il cane iniziò ad abbaiare convulsamente.
Si sentiva ovunque nella casa, ma non all’esterno.
Eravamo terrorizzati. Prendemmo ad ascoltare la registrazione di giorno più volte, e poi smettemmo perché ci rendeva ancora più inquieti la sera prima di andare a dormire.
Così decidemmo di far sentire la registrazione a un tizio del luogo, uno che lavorava con gli animali e che addestrava i cani.
Non gli parlammo di come avevamo ottenuto la registrazione e dell’abbaiata notturna. Temevamo che ci prendesse per matti o peggio.
Ciò che ci disse però ci lasciò ancora più inquieti: “Questo cane non mi sembra arrabbiato, ma spaventato. Questo cane ha paura di qualcosa...”
Inutile dire che la nostra angoscia era cresciuta ulteriormente: c’era forse in casa nostra qualcosa di ancora più spaventoso di un cane che non c’è e abbaia ogni notte alla stessa ora?
Nel frattempo le mie figlie avevano preso ad avere brutti voti o perfino ad addormentarsi in classe.
Fummo chiamati dalla preside ma ovviamente non parlammo del cane. La regola che avevamo deciso con le ragazze era di non parlare con nessuno di questa cosa, di tenercela per noi finché non avessimo scoperto cosa c’era dietro.
Riuscimmo a convincere la preside dicendo che nella zona in cui vivevamo ogni tanto si sentiva ululare un lupo, una bugia quasi coerente, e che le ragazzine erano spaventate.
Avevamo messo una toppa sulla situazione a scuola, ma quella del cane notturno era ancora in alto mare.
Finché non ebbi la giusta intuizione: parlare con la persona che ci aveva venduto la casa.
L’uomo era un tipo burbero che abitava in collina da solo ma quando ci presentammo preoccupati e angosciati ci fece entrare e ci rivelò che i precedenti inquilini che abitavano in quella casa, una coppia di sposini, erano morti a causa di un incendio assieme al loro cane di nome Argo. Le fiamme non avevano danneggiato troppo la casa, ma il fumo era stato letale.
La casa era stata ristrutturata dalla stessa ditta che l’aveva restaurata e venduta ai due. Poi era stata messa sul mercato a un prezzo irrisorio e l’aveva comprata lui per poi rivenderla a noi.
Che dire, eravamo usciti da quell’incontro ancora più terrorizzati: avevamo un cane fantasma in casa!
Ci lasciammo scappare la cosa con le ragazze come due stupidi e una di loro postò la vicenda sui social, che almeno nella zona divenne subito virale.
Cominciammo a considerare l’idea di trasferirci altrove, ma come? Avevamo speso tutti i nostri risparmi per quella casa e sapendo la storia che c’era dietro, chi l’avrebbe comprata?
Eravamo disperati, ma poi parlammo con un’altra tizia, una vecchia signora che viveva con il marito cieco in una casetta nel bosco e ci disse che l’unico modo per far smettere il cane di abbaiare era quello di entrare in contatto con lui.
Ci sembrò folle, spaventoso, ma anche sensato.
Così, ogni notte a turno, alle due e tre quarti giravamo per la casa per parlare con il cane, chiamandolo per nome: Argo, perché stai abbaiando? Di cosa hai paura?
Ogni notte andammo avanti così finché non arrivò il giorno dell’anniversario della morte dei due precedenti inquilini.
Come ogni notte, eravamo lì per comunicare con il cane. Era il mio turno. Camminavamo lentamente in ogni stanza chiamando Argo, quando all’improvviso lo sentii abbaiare più forte del solito, come mai prima. Il rumore veniva dalla cantina.
Entrai dentro quest’ultima e il cuore mi balzò in gola perché mi sembrò di vedere proprio la sagoma di un cane che abbaiava come impazzito verso qualcosa sul muro.
A un tratto vidi una scintilla sul punto esatto della parete e un attimo dopo sentii come un botto fortissimo. Era la centralina con il contatore che aveva preso fuoco e in un attimo le fiamme avvolsero la cantina.
Corsi fuori in preda al terrore, urlando come un ossesso.
Svegliai le mie figlie e mio marito e corremmo fuori immediatamente.
Una volta al sicuro a distanza dalla casa, Antonio cercò di rientrare per fare qualcosa per spegnere ma ormai troppo tardi. L’intero impianto elettrico era esploso e le fiamme avevano aggredito in pochi secondi l’intera abitazione.
Ciò che conta è che eravamo salvi.
Salvi soltanto grazie ad Argo, il cane fantasma.
Con mio marito decidemmo di denunciare la ditta, la quale a quanto pare era stata responsabile anche della morte della coppia e del loro cane, non avendo messo a norma l’impianto e senza aver controllato con cura le cause dell’incendio precedente.
Con i soldi del risarcimento e con qualche sacrificio abbiamo ricominciato la nostra vita da un’altra parte.
Ma qualcosa era cambiato. Non avevo più paura dei cane, tutt’altro.
E un nuovo amico è venuto a far parte della nostra famiglia.
Assieme a un altro che ci ha salvato la vita e sono certa che vive ancora con noi.
Senza più bisogno di abbaiare di notte.

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