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Alessandro Ghebreigziabiher

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Storie di calcio vere da leggere e ascoltare - Mai abbandonare lo stadio prima della fine

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Mai abbandonare lo stadio prima della fine Nel dicembre del 1957 ebbe luogo una partita epica nella seconda divisione inglese. Dopo ventisette minuti di gioco il capitano del Charlton si infortunò e uscì. Non vi erano sostituti e undici contro dieci, l’Huddersfield passò in vantaggio per uno a zero. A ventisette minuti dalla fine gli ospiti vincevano cinque a uno e quasi tutti i tifosi del Charlton abbandonarono lo stadio. Ma l’attaccante locale Johnny Summers insieme a un suo compagno in due minuti portarono il risultato sul cinque a tre. Quindi dal settantatreesimo all’ottantunesimo Summers segnò una tripletta e il Charlton passò in vantaggio. Negli ultimi cinque minuti l’Huddersfield segnò il gol del pareggio, sei a sei, ma al novantesimo la squadra di casa segnò il gol della vittoria. Mentre i tifosi erano tutti rincasati per andare a dormire, la squadra arrivò cantando e urlando, bussando alle porte e tirando tutti già dal letto. La festa andò avanti per tutta la notte...   ...

Storie di calcio vere da leggere e ascoltare - La partita maledetta

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La partita maledetta Il 5 gennaio del 1963 si sarebbe dovuto disputare in Inghilterra un match tra Lincoln e Coventry. Non si parlava ancora di riscaldamento globale e la pioggia era un tratto tipico delle città del Regno Unito, tuttavia la partita fu cancellata a causa del maltempo e rimandata. Sette giorni dopo, il clima si era fatto addirittura più ostile e l’incontro fu nuovamente annullato. La cosa si ripeté di nuovo. E di nuovo. Di nuovo e ancora di nuovo. I tifosi delle rispettive squadre mestamente se ne tornavano a casa, dopo essere giunti soltanto per prendere freddo e pioggia. Alcuni auspicavano un pareggio a tavolino, mentre altri pretendevano di vedere la partita per la quale avevano pagato. Per la cronaca l'incontro fu rimandato per un totale di quindici volte prima che la partita fosse finalmente giocata. Il Coventry propose un pareggio e una bella festa per celebrare assieme il maltempo, ma quelli del Lincoln rifiutarono. Dopo circa due mesi, il 6 marzo dello stesso...

Storie di calcio vere da leggere e ascoltare - Le origini del calcio nell’antichità

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Il calcio ha una lunga storia. Nella sua forma attuale nasce in Inghilterra a metà del 1800. Tuttavia, versioni alternative del gioco esistevano molto prima. I primi esempi noti di un gioco di squadra che coinvolga una palla, rappresentata addirittura da una roccia, sono riconducibili alle antiche culture mesoamericane (come la parte meridionale del Messico, i territori di Guatemala e Costa Rica) di oltre 3.000 anni fa. Immagino che la maggior parte degli infortuni avveniva entrando in contatto con la palla, ancor prima che a causa dei falli degli avversari. La palla simboleggiava il sole e il capitano della squadra sconfitta veniva sacrificato agli dei. Indi per cui, presumo che lo scarso impegno di quest’ultimo e dei suoi compagni, di cui molti tifosi si lamentano oggigiorno, sarebbe stato fuori luogo in quell’epoca. Il primo gioco che comprendeva anche l’effettivo calcio della palla risale alla Cina del III e II secolo a.C.: il Cuju. La palla era rotonda e si giocava su un'area ...

Storie di calcio vere da leggere e ascoltare - Incredibile partita nella nebbia tra Arsenal e Dinamo Mosca

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Nel 1945 ci fu in Russia una partita amichevole tra gli inglesi dell’Arsenal e i russi della Dinamo Mosca. L'Arsenal Football Club è una società calcistica con sede nella città di Londra nel quartiere di Highbury. La Dinamo Moskva è la sezione calcistica dell'omonima polisportiva della capitale russa, dove nacque nel 1922. La nebbia era fitta e densa, con una visibilità massima a non più di cinque o sei metri. Le squadre volevano rimandare l’incontro, ma le autorità e di conseguenza l’arbitro erano di parere contrario. La partita ebbe luogo e avvenne di tutto. Approfittando della nebbia i giocatori della Dinamo imbrogliavano con i cambi e si narra che a metà partita fossero in quindici invece che undici. Gli inglesi se ne accorsero e fecero lo stesso. Inoltre, il portiere russo prese in pieno il palo della porta e svenne. Siccome nessuno dei giocatori se ne accorse, tranne il pubblico di casa, un tifoso scavalcò la recinzione, indossò i guanti e parò con discreto successo per i...

Stasera c'è la partita

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Stasera c'è la partita di Alessandro Ghebreigziabiher Ruggero era solo annoiato e aveva voglia di scherzare. Mario era semplicemente ansioso di tornare a casa. Fretta e noia. Noia e fretta e tutta la storia è fatta. Mario entrò nella piazzola sgommando, tipo gli agenti che arrivano nella zona incriminata e scendono dall’auto con prode balzo, decisi a catturare il malvivente. A proteggere e servire. Servire e proteggere e il racconto è scritto. Ruggero uscì dal gabbiotto in cui era solito difendersi dalle calure estive e dalle sempiterne violenze del consueto traffico cittadino. “Buonasera”, fece come se si fossero incontrati nel parco, tranquilli passeggiatori della domenica in un ameno brandello di verde sottratto al cemento. “Come va?” “Bene, grazie”, rispose Mario senza degnare l’altro di uno sguardo. “Mi faccia il pieno, è aperto.” E’ aperto quel che deve esser tale, pronto a inghiottire il necessario, la minima soglia concessa al nuovo e al diverso, c...
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