Comunità di recupero
Comunità di recupero di Alessandro Ghebreigziabiher All’inizio è stato difficile. Lo è per tutti. Il primo giorno in comunità di recupero non lo scorderò mai. D’altro canto, potrei forse dimenticare tutti gli altri? A ogni modo, i miei nuovi compagni erano lì, nel cortile che tutti ospita, dove c’è spazio per incontrarsi, se davvero lo si vuole. “Io mi chiamo…” esordii cercando di presentarmi, ma fui immediatamente bloccato dalla mia interlocutrice. Silenzio , questo è ciò che disse. Questo è quel che chiese. Difficile, difficile davvero. Ardua impresa, a dirla tutta, perché ero lì per chiedere aiuto. Per ottenerlo, a esser precisi. Ciò malgrado, accusai il respingimento e mi corazzai di orgoglio ferito fino al tramonto. Il giorno seguente ero di nuovo nella piazza, il luogo della socializzazione e della condivisione. Mi appropinquai al primo tizio a portata di dialogo ed esclamai: “Ciao, io vorrei…” Identica risposta. Silenzio , questa fu difatti la sua ...