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Alessandro Ghebreigziabiher

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Storie sugli alberi: L’albero del Natale futuro

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Storia dell’albero del Natale futuro di Alessandro Ghebreigziabiher Laggiù, da qualche parte, nel futuro. Si sa. Le feste, forse quasi tutte, sono fatte principalmente di vigilie. E’ lì, il bello, il tutto che conta, che vibra. E’ un prima che si srotola tra le nuvole come un arcobaleno di secondi trepidanti che, auspicabilmente, ci condurrano dove abbiamo immaginato di trovarci quando l’istante fatidico giungerà. Al massimo potrà valere il dopo , al riparo della deformante lente del ricordo, e con l’ausilio del photo , anzi, memory shop : via le sgradevolezze dalla scena, addolcisci quelle espressioni torve e soprattutto quegli occhi irosi. Impegnati, testa mia, e cancella tutto quel che ha fatto male, allora. Il durante , la diretta dell’evento, non è mai come te l’eri disegnata, vero? Eppure Ruggero quest’anno ce l’aveva messa tutta pur di dare una svolta alle familiari tradizioni. L’Albero con l’iniziale maiuscola, nella versione più recente, con il sistema oper...

Storie sulla diversità: Andate via

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Andate via di Alessandro Ghebreigziabiher Andate via, disse lui. Perché? Rispose l’altro. Perché non c’è posto per voi, qui. Andatevene, tu e i rifugiati . Ma quella è solo una parola, ribatte l’altro. Deriva da rifugio . E' una bella cosa, il rifugio, è indispensabile, salva vite e protegge, serve a tutti, perché prima o poi ne avrai bisogno anche tu, la vita è strana, non sai mai cosa ti attende sulla pagina seguente… E’ inutile, replica il primo. E’ proprio inutile che cerchi, come al solito, di confondermi le idee con le tue subdole chiacchiere. Qui non potete restare, andatevene via, tu e tutti i diversi . Scherzi? Ma hai presente di quanti stiamo parlando? Già con rifugiati stai lasciando fuori della porta un numero eccezionale di esperienze e visioni, di intuizioni e punti di vista, ignorando che l’umanità non sarà mai perfetta e padrona assoluta del proprio destino, ma ogni pezzo di verità in più ci avvicina alla comprensione delle cose, così come ciascun...

Le tre i

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Le tre i di Alessandro Ghebreigziabiher Insegnante di lettere. Talvolta lo si diventa davvero volontariamente, malgrado tutto e tutti. Ma non si fa niente del tutto da soli, c’è sempre qualcuno, qualcosa, che nel momento cruciale ha dato una mano. Ha pronunciato le parole che servivano, riscaldato le emozioni necessarie. O, soltanto, era lì, al momento giusto. “Cosa vuoi fare dopo il liceo?” Chiese la prof al maturando. “ Riempi lo zaino del minimo indispensabile ”, esclamò la prima i, “ e monta sul primo treno, non importa dove, non conta chi, ma vai, prima che sia troppo tardi e parla con tutte le persone che incontri, stringi mani e assaggia colori, suoni e dolori. Lascia che la sofferenza ti invada, è l’unico modo per ammaliare sua signora la paura e derubarla dei doni che nasconde sotto il mantello .” “Ingegneria elettronica”, rispose invece il ragazzo, imitando la maggior parte degli studenti che l’avevano preceduto, a parte un detenuto in libera uscita apposit...

Storie sui computer: Nessuno tocchi il virus

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Nessuno tocchi il virus   di Alessandro Ghebreigziabiher “Che nessuno esca dal Desktop ”, esclamò con inevitabile tono autoritario l’infallibile guardiano. “Cosa succede, signor Antivirus ?” si fece avanti l’ editor di testo . “ Cosa succede ?” Ripeté facendo il verso l’altro. “Non avete sentito l’allarme?” “Io no, mi dispiace, stavo scrivendo…” “ Stava scrivendo. Programmi illusi e sognatori... non avete ancora capito che non siamo altro che strumenti nelle mani di chi vive davvero, là fuori.” “Come vuole lei, ma comunque non ho sentito.” “Cosa succede?” Si fece avanti il software per disegnare. “Eccone un altro... succede che c’è un virus tra noi, cribbio!” “Bene”, esclamò con la bava alla bocca il cestino . “Moltissimamente bene.” “Moltissimamente?” Saltò su l’antivirus. “Ma questo come parla?” “Lo deve capire”, spiegò il programma per scrivere. “E’ vero che assimila di tutto, ma non ha il tempo di vedere o capire cosa sia effettivamente entrato in lui....

Domani smettono

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Domani smettono di Alessandro Ghebreigziabiher Novità : guarda il video o ascolta in versione Podcast In un giorno qualsiasi, lì, avanti, ovvero da qualche parte, sicché il tempo, come le storie, è tutto fuorché lineare. “Silenzio, prego”, disse il signor VHS, “stiamo per cominciare.” “Posso finire di fumare?” chiese la signorina Microonde dall’esterno della sala, in corridoio. “Fuma un altro po’ e vai in cenere”, osservò sempre pungente il vecchio Rasoio elettrico. “Mi dispiace”, rispose la videocassetta con tono inflessibile, malgrado l’espressione bonaria, “ma oggi i secondi sono preziosi per almeno uno tra noi.” Quindi spostò eloquentemente lo sguardo verso uno degli ospiti in prima fila. Costui era al suo primo incontro con gli EA, gli Elettrodomestici Anonimi . Prima di tutto, probabilmente a ragione, nel suo caso l’aggettivo domestico non lo riteneva affatto consono, visto il totale grado di mobilità che lo contraddistingueva. Secondo, come tutti i novizi...
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