mercoledì 21 ottobre 2015

Storie di ragazze e ragazzi: il dono della lavatrice

Il dono della lavatrice

di
Alessandro Ghebreigziabiher


E’ che non bastano, niente di personale, pensa Caterina.
Ma non dice.
Magari potesse.
Perché il problema è più complesso.
Nondimeno, sarebbe meraviglioso se gli occhi e le mani, le vite perfette e quelle meno che ruotano intorno a te capissero che non è sufficiente sciorinare carinerie e dolcezze di prima qualità per sciogliere il ghiaccio.
Un prigioniero di se stesso è vittima di malefici di fattura sopraffina.
Laddove si tratti di un adolescente, be’, chiama pure Harry Potter, Merlino e perfino Iron Man.
Chiama chi vuoi.
E’ che non bastano le bacchette magiche e i super poteri, sa bene la ragazzina di appena quindici anni.
Ma non riesce a dire.
Magari ne fosse capace.
Perché il problema è più semplice.
Il sentiero che divide l’anima costretta dalla luce è entrambi, ruvido come la mano di nonna quando la accarezza e levigato come il pavimento del bagno quando esce dalla doccia a piedi scalzi.
E un giorno stantio come molti, troppi, ecco che a distinguersi tra i salvatori per amore o semplice dovere spicca l’inaspettato.
Caterina è sola in casa, ammutolita come da anni e lei è lì, in preda al misterioso e affascinante vortice.
D’accordo, la lavatrice si libra sempre nel medesimo volo.
Anche lei osserva il mondo sempre dallo stesso punto.
Schiava di movimenti ormai svuotati di senso.
Ma questo non vuol dire che non è più in grado di fare regali.
Caterina arresta il lavaggio e, da qui in poi, la narrazione diventa inverosimile, lo ammetto.
La ragazzina sale a bordo e la nuova amica ricomincia a girare.
Su se stessa, di moto proprio.
La tanto sottovalutata rotazione sul proprio asse.
Il dono del giorno e della notte, a fronte di una fin troppo celebrata rivoluzione stagionale.
Guarda, sembra suggerire il banale elettrodomestico.
Guarda come inconsapevolmente il mondo muti ogni secondo.
Anche da qui.
Fai un passo, tu che puoi, un altro ancora e forse scoprirai che per quante voci ed esistenze apparentemente più ricche della tua volteggeranno intorno.
Nulla è più fertile.
Di una giovane vita che sappia danzare.
Su se stessa.


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