Avatar per tutto

Avatar per tutto

di
Alessandro Ghebreigziabiher


Ancora una volta, in un possibile futuro…

Siamo al bancone del negozio più in voga del Web Virtual Supermarket Discount o come cappero si chiama. Chiedo venia, ma scrutar l’orizzonte mette a dura prova cuore e occhi con identica virulenza.
Il cliente è uno di quelli preziosi, fidelizzati a puntino e pronti per esser prosciugati dallo smaliziato venditore.
“Buongiorno, signorina”, fa il nostro. “Vorrei qualche informazione sui vostri prodotti.”
“Dica pure”, fa l’avvenente ologramma a forma di commessa.
“In particolare, sono interessato al volto…”
“Certo, signore, vedo che andiamo sul vintage.”
“In che senso?”

Alessandro Ghebreigziabiher
“Be’, l’avatar facciale è roba primordiale, ecco.”
“Chiaro, mi rendo conto. Allora, ha qualcosa per me?”
“Ho tutto per lei”, risponde suadente l’effimera interlocutrice. “Le posso offrire qualsiasi faccia, dall’attore più affascinante al cantante sciupafemmine, passando per il modello dallo sguardo magnetico.

“Davvero? Non è che si potrebbe avere un mix di tutti questi?”
“Ovviamente. Glielo incarto?”
“Sì, sì, perfetto.”
E così, l’uomo se ne va galleggiando ad almeno dieci bit da terra per la gioia.
Il giorno seguente è di nuovo al bancone.
“Buongiorno, signore, tutto a posto col prodotto?”
“Tutto a posto, sì, ciò nonostante, ecco… c’è un problema… però non è colpa vostra. Insomma, il viso da star funziona, ma stona con la voce, mi capisce?”
“Più che altro la sento.”
“Prego?”
“Scusi, non voglio offenderla, ma lei parla come se le stessero strizzando i…”
“No, ha ragione, è proprio così, da piccolo mi canzonavano assai, non sa quanto. A ogni modo, può aiutarmi?”
“Io sono fatta per aiutarla”, risponde con gli occhi brillanti per l’alta risoluzione puntualmente attivata. “Preferisce la voce calda e impostata da attore teatrale, quella da oratore greco in pieno monologante orgasmo, oppure quella dell’arringatore di eserciti prima della battaglia?”
“Non saprei…”
“Facciamo ancora una volta un mix? Incartiamo?”
“D’accordo, incartiamo.”
E il nostro esce ulteriormente soddisfatto per l’upgrade della propria deludente identità.
Nondimeno, il giorno successivo è ancora al negozio.
“Signorina, buongiorno.”
“Oh, salve, cosa la porta di nuovo da noi?”
“Mi perdoni, le sembrerà strano…”
“Tutt’altro, signore. E non ha idea quanto, tutt’altro. Si apra pure, con me, sono fatta per capire i suoi bisogni. E pure su questo, non ha idea di quanto sia fatta per tale scopo.”
“Ecco, la voce si abbina perfettamente con la faccia, ma il corpo… no, dico, mi ha visto?”
“Sì, e sto ancora ridendo.”
“Come, scusi?!”
“No, scusi lei, ma vuole forse che le dica bugie?”
“No, certo…”
“E allora, pure io non posso evitare di notare quella ridicola pancetta, a fronte del viso perfetto e la parlata incredibilmente sexy. Anzi, sa che c’è? Si nota anche di più, così…”
“Già… non si può rimediare?”
“Naturalmente, signore. Guardi, visto che ci siamo, vogliamo dare un aggiornamento totale al tutto?”
“Tutto?”
“Sì, tutto il corpo, il pacchetto completo e non ci pensa più.”
“Si può?”
“Qui lei può avere tutto, come le dissi il primo giorno che è venuto. Che faccio? Incarto?”
“Ma sì, incarti pure.”
E il tizio saluta la signorina convinto di iniziare finalmente la vita che ha sempre sognato.
Ciò malgrado, anche il dì seguente si presenta al bancone.
“Buongiorno, signore, come sta?”
Il nostro, sebbene dotato di un’immagine degna di qualsiasi copertina, ha un’espressione inquietante, sopraffatta da angoscia e terrore.
“Signorina, mi aiuti!”
“Mi dica, sono qui proprio per aiutarla.”
“Nessuno più mi riconosce, al lavoro come a casa… mia moglie ha cambiato la serratura, pensa che sia un ladro e mio figlio… l’altro giorno non me l’hanno dato a scuola, ho detto sono il padre, ma non sapevano chi fossi… ti credo, sono un figo, ora…”
“Capisco, signore, e pure su questo non ha la più pallida idea di quanto capisca.”
“Bene, allora, se non le dispiace, vorrei restituire la merce.”
“Non è possibile, signore.”
“Come no?”
“Perché ormai i prodotti sono stati acquistati.”
“Quali acquistati? Non mi ha mai chiesto soldi, signorina… rivoglio la mia vita reale…”
“Lei dice, signore?”
Con cosa crede abbia pagato finora?



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