La creatura

La creatura

di
Alessandro Ghebreigziabiher


“Una sensazione terribile, non hai idea, credimi…”
“Certo… raccontami tutto, Piero.”
“Ci provo…
“La cosa… all’improvviso mi rendo conto della cosa.
“Lei è dentro di me.
“Lei è viva, si muove e pensa.
“In quell’istante capisco che non è una cosa…
“E’ una creatura, un alieno che vive in me, come in quel film di fantascienza.

Alessandro Ghebreigziabiher
“Solo che qui non siamo in un film, io non vivo in un film.
“Sono una persona come tante, un uomo comune, di carne e sangue, che può farsi male, che può morire.
“Qualcuno che deve preoccuparsi di se stesso, perché la vita è già difficile di suo, ti spinge a proteggerti, ti rende egoista, perché devi sopravvivere.
“Perché vuoi sopravvivere.
“Ma in quel momento non riuscivo più a pensare a questo…
“Mi sono sentito incredibilmente debole e indifeso, fragile oltre ogni possibilità, come la più esile carta velina alla mercé financo del più innocuo refolo.
“La paura ha preso ulteriormente possesso del sottoscritto, consapevole che proprio in quell’istante di massima vulnerabilità la creatura si è manifestata dentro il mio corpo.
“Nel frangente in cui avevo
maggiormente bisogno  di tutta la mia forza.
“E allora, con un moto di orgoglio, ho cercato di esortare ogni muscolo, ciascun nervo, e gli organi tutti a farsi uno per fronteggiare l’invasore della mia esistenza.
“Lo sforzo fu vano ed è a quel punto che la mia angoscia ha raggiunto vette impensabili.
“La creatura sembrava profittare della mia sopravvenuta energia.
“Come se traesse giovamento proprio da ogni mio tentativo di resisterle.
“Come se fosse del tutto padrona del sottoscritto.
“Ho desiderato odiarla con tutto me stesso, ma non ci sono riuscito, constatando che ogni sentimento che potesse in qualche modo respingerla fosse bandito dal mio essere.
“Nella mia vita ho avuto le mie esperienze, ho superato difficoltà e sofferenze, sono cresciuto in tanti modi e ho imparato molto.
“Ho letto e viaggiato in lungo e in largo.
“Mi ritengo un adulto consapevole e forte.
“Nondimeno, niente di quel che avevo dalla mia mi aveva preparato a un panico del genere.
“Non è umano, tutto ciò, mi son detto.
“Questa è roba soprannaturale, ho pensato.
“C’è posto solo per me, lì dentro, ho urlato quindi alla creatura.
“Esci, ti prego, sono perfino arrivato a implorarla.
“E poi…”
“E poi ti sei svegliato.”
“Sì, Cinzia. Poi mi sono svegliato. Che razza di incubo. E’ stato orrendo, non hai idea di cosa ho provato…”
“Certo, caro…”

“Piero?”
“Sì?”
“Mi sa che è giunta l’ora…”
“Davvero?”
“Davvero, prendi l’auto, e accompagnami a partorire.”
La creatura…



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