Alessandro Ghebreigziabiher

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Tutti volevano la sua eredità… tranne uno

Federica aveva sposato un uomo molto più anziano di lei e sfacciatamente ricco.
Non era innamorata, ma la sua famiglia aveva bisogno di soldi.
Sua madre era gravemente malata e aveva bisogno di un’operazione molto costosa.
Così, aveva fatto quel sacrificio.
Nel frattempo, il marito, come detto molto in là cogli anni, si ammalò anche lui e morì.
Federica rimase sola, giovane e con un’immensa eredità.
A farle compagnia c’era solo la servitù.
Tra tutti, Luisa, la cuoca e soprattutto Valerio, il maggiordomo e autista.
Costui non era particolarmente bello, ma era molto simpatico, gentile e aveva una voce calda e rassicurante.
Nel frattempo, molti pretendenti ricchi sfondati si erano fatti vivi facendole dei regali. 
Tra chi le mandava quintali di fiori.
Un’auto di lusso.
E addirittura un cavallo.
Uno di loro riuscì a convincerla a frequentarlo e dal quel momento la veniva a trovare quasi tutti i giorni.
Quello che Federica non sapeva è che l’uomo non era affatto ricco, ma puntava alle ricchezze ereditate dal marito. Tutti i soldi che teneva da parte li aveva spessi proprio per comprare il suddetto cavallo.
Che qualcosa non andava se ne accorse proprio la cuoca, la quale notò che ogni volta che l’uomo si avvicinasse il cavallo nitriva e scalciava.
Come se avesse capito che non era chi diceva di essere.
Prima di essere scoperto, l’uomo forzò la mano e le chiese di sposarlo.
Federica prese tempo. Non era innamorata neanche di lui, non voleva restare sola sempre, ma i dubbi maggiori provenivano da un fatto inaspettato: si era innamorata di Valerio.
Così, quella sera gli aprì il suo cuore.
Lui confessò di ricambiare i suoi sentimenti, ma le disse anche che la loro era una storia impossibile. Lui era solo un umile maggiordomo e che una donna come lei meritava qualcosa di meglio.
Federica ci rimase male e lui uscì rattristato.
La ragazza restò sveglia tutta la notte, al mattino montò a cavallo per schiarirsi le idee e partì al galoppo. Tuttavia, l’animale sembrò imbizzarrirsi, forse perché agitato dalla sua stessa agitazione, con il pericolo di mettere a rischio la sua incolumità facendola cadere.
Federica era spaventata a morte e più tardi, quando riaprì gli occhi, l’ultima cosa che ricordava di quel momento era una figura avvicinarsi a lei distesa sul prato.
Accanto a lei invece ora c’era il suo ricco spasimante, il quale la sgridò per essere stata troppo avventata a cavalcare da sola alle prime luci del mattino.
Ciò che Federica non sapeva che era affatto sola.
Valerio l’aveva prontamente raggiunta e aveva calmato il cavallo prima che Federica svenisse tra le sua braccia.
La ragazza si alzò dal letto, lasciò il suo pretendente sul posto e corse fuori.
Non appena vide Valerio gli corse incontro, lo abbracciò e gli disse: “Tu sei ciò che di meglio mi merito, e se non lo capisci sei proprio uno stupido…”
Lui rise e la baciò.
Si sposarono poco dopo e ancora oggi vivono insieme.
Felici e contenti.

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