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Alessandro Ghebreigziabiher

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Si amavano da anni. Non si erano mai parlati finché...

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Federica amava Giorgio. E Giorgio ricambiava. Fin da quando erano giovani. Abitavano nello stesso palazzo. Ma non si rivolgevano mai la parola. Lui era timido. Lei riservata. I genitori di entrambi vennero a pochi anni l’uno dall’altro. E rimasero tutti e due nella casa in cui erano cresciuti. Si guardavano e si amavano. In silenzio. Al massimo buongiorno, buonasera. Niente più. La fortuna di alcuni è che talvolta gli animali. Hanno il buon senso e il coraggio che a noi manca. Federica prese con s’è un gatto e li chiamò Pirata. Perché adorava andarsene in giro a esplorare il mondo. Quello che lei non sapeva è che finiva quasi ogni giorno a casa di Giorgio. Non vedendolo tornare, Federica andò a cercarlo. Lo vide entrare nell’appartamento dell’amato. Ma restò davanti alla porta senza il coraggio di bussare. Quando la porta si aprì perché Giorgio voleva far uscire Pirata i due si guardarono finalmente negli occhi. E dal quel momento finalmente l’amore sbocciò. Grazie all’intervento di un...

Trova lettera del marito dopo 30 anni e le toglie il fiato

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Giovanna ha amato Daniele fino a scoppiare. D’amore, ma anche di preoccupazione per lui, sempre in giro per il mondo ad aiutare i più deboli. Ma anche di rabbia. Per non essere stato più prudente. Per aver messo gli altri sempre prima di lui. E soprattutto, prima di lei. Con la sua scomparsa, dopo un naufragio, ha ripreso pian piano a vivere. Ma non è si risposata. Non avevano figli e la sua unica compagnia era il cane che aveva preso con sé per sentirsi meno sola. Ribelle, come lo aveva chiamato perché faceva sempre a modo suo, sembrava fissato con la soffitta della loro casa. Doveva sempre andarlo a cercare lì, quando non sapeva dove fosse. Dopo trent’anni il gioco era sempre lo stesso. Lei saliva in soffitta e lo trovava a rovistare. A cercare. Finché non fu lei, grazie al loro cane, a trovare una vecchia scatola. Giovanna la aprì e trovò una lettera di Daniele che non aveva mai letto. Era per lei e diceva poche parole. “Amore mio, se dovessi leggere questa lettera, vuol dire che la...

Tutti volevano la sua eredità… tranne uno

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Federica aveva sposato un uomo molto più anziano di lei e sfacciatamente ricco. Non era innamorata, ma la sua famiglia aveva bisogno di soldi. Sua madre era gravemente malata e aveva bisogno di un’operazione molto costosa. Così, aveva fatto quel sacrificio. Nel frattempo, il marito, come detto molto in là cogli anni, si ammalò anche lui e morì. Federica rimase sola, giovane e con un’immensa eredità. A farle compagnia c’era solo la servitù. Tra tutti, Luisa, la cuoca e soprattutto Valerio, il maggiordomo e autista. Costui non era particolarmente bello, ma era molto simpatico, gentile e aveva una voce calda e rassicurante. Nel frattempo, molti pretendenti ricchi sfondati si erano fatti vivi facendole dei regali.  Tra chi le mandava quintali di fiori. Un’auto di lusso. E addirittura un cavallo. Uno di loro riuscì a convincerla a frequentarlo e dal quel momento la veniva a trovare quasi tutti i giorni. Quello che Federica non sapeva è che l’uomo non era affatto ricco, ma puntava alle r...

Soli

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Soli di Alessandro Ghebreigziabiher   In un possibile futuro, di primo mattino… Mi dica, Dario, qual è il problema? Dottore, ieri sono andato in uno di quei posti… Con chi parli? Shh, zitta, tu! Cosa dice, prego? No, dottore, non mi riferivo a lei, ma a lei … Chi? Come le stavo dicendo, sono andato in uno dei quei nuovi locali che hanno aperto fuori città… Ma lei è pazzo! Come si permette di insultarti, questo citrullo? Ti ho detto di stare zitta, cazzo! Non essere volgare, a meno che tu non sia uno di quelli a cui piace l’amore ruvido. A questo proposito ti dico subito che con me ci vuole gentilezza, Dariuccio. La prego, dottore, mi aiuti, non smette mai di parlare… e non dorme mai! Mi spieghi bene cosa è successo, Dario. Semplice, dottore, come lei ben sa, sono almeno dieci anni che l’ultimo essere umano connesso con il prossimo è stato isolato. Da quel momento, ciascuno di noi vive nella propria testa, letteralmente, al riparo di essa, aggiungerei. L...

L'appuntamento di Maria

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L’appuntamento di Maria di Alessandro Ghebreigziabiher Novità : guarda o ascolta in versione Podcast   Una storia d'amore nel futuro… "Maria, ci vediamo nel futuro", hai detto. Sì, avevi ragione, davvero. Peccato che la cosa più giusta tu l’abbia detta alla fine, però. "È timido", mi avvertirono. Quindi non è che mi aspettassi nulla di emozionante o spiazzante, soprattutto all’inizio. "Anche tu sei timida", mi ripetono spesso. Quindi non è che avresti potuto aspettarti qualcosa di diverso. Di quel che è stato. "Alle otto", hai proposto, "ci vediamo alle otto da te." "Alle otto e qualcosa in più", ho pensato, sommando a mente il rituale e inevitabile ritardo. Da me. "Sono entrambi timidi", hanno osservato in molti, tra amici, simpatizzanti o semplici spettatori di una possibile, avvincente storia d’amore. "Speriamo che non vadano troppo per le lunghe", avranno aggiunto alcu...

Storia d'amore contrastata: Nicolai e Olga

Nicolai Barlokkin e la lucertola che imparò a miagolare di Alessandro Ghebreigziabiher 1 Nicolai Barlokkin nacque a Mosca il 19 settembre del 1902 da una famiglia dell’alta borghesia russa. I genitori, entrambi professori universitari, fin dai primi mesi gli impartirono una rigida educazione, fondata su principi, doveri e, soprattutto, insegnamenti di natura etica. Dal canto suo, il piccolo Nicolai maturò nel tempo un odio smisurato per la morale, con qualsiasi forma essa si presentasse. Bontà, gentilezza, altruismo, generosità erano parole che scatenavano in lui una particolare allergia, quanto mai violenta se contenute in detti e aforismi densi di valore etico e formativo. Sin dalla primissima infanzia tutte le volte che la madre, Veruschka, usava frasi che amava tanto, tipo: “La gentilezza compra tutto e non costa niente” ,“Essere altruisti è un regalo per se stessi e non per gli altri”, e più che mai “Ciò che dai al prossimo prima o poi ti torna indietro centupli...
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