Storie di razzismo quotidiano: Il mio nemico
Il mio nemico di Alessandro Ghebreigziabiher 1 “Glielo dico io, non preoccuparti”, dichiarò con distacco Benni. “Sei sicuro?” domandò la dottoressa Diop, estremamente lieta di privarsi di quell’oneroso compito. Era da un po’ che lavorava nella clinica e, sebbene oncologia prevedesse quel tipo di doveri da parte dei medici più spesso di quanto si possa pensare, non le era ancora capitato di dover informare il proprio paziente di turno che l’avviso di sfratto fosse imminente, per usare un comunque morbido eufemismo. Benedetto dottor Benni, primario del reparto, nonché dirigente della clinica stessa. L’uomo, dall’alto della sua esperienza, si era offerto con estrema autorevolezza di toglierla dallo sgradevole impaccio. Tuttavia, cosa che la donna registrò più chiaramente qualche ora dopo, mentre lasciava andare i pensieri intrappolata in auto nel traffico della sera, aveva letto anche qualcos’altro nello sguardo del suo superiore. Un qualcosa di privato, un proprio se...