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Alessandro Ghebreigziabiher

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Difese un cane randagio. Poi la sua vita cambiò per sempre

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Il giovane difese quel cane. Anche se non era un bel momento per lui. Dopo gli studi aveva trovato finalmente un lavoro. Ma era stato licenziato dopo pochi mesi. Quel giorno camminava da solo, triste e sconsolato. A un tratto vide due persone maltrattare un cane randagio. Intervenne senza esitare per proteggere il cane. I due lo aggredirono e lo mandarono all’ospedale. Le cose sembravano andare peggio che mai. Poi accadde qualcosa di straordinario. Una volta dimesso dall’ospedale trovò ad aspettarlo una donna. Era la proprietaria del cane, felice di averlo ritrovato. Sano e salvo grazie a lui. Così gli diede una grossa ricompensa. E scoprendo le sue difficoltà gli diede anche un lavoro. Talvolta, fare una buona azione ti ripaga di tutto.

L'ultimo regalo di Jack

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In una zona molto trafficata di Torino c’era un cane randagio. Vecchio e triste. Sporco e ferito. Ma soprattutto solo. La gente passava al mattino e lo ignorava. La gente tornava la sera, ma per loro era invisibile. Un giorno, dopo anni chiusa in casa, una ragazza di nome Chiara finalmente trovò la forza di uscire. Abitava nel palazzo di fronte a aveva preso a osservare il cane dalla sua finestra. Si avvicinò al cane e gli fece una foto. Quindi la pubblicò su un noto sito internazionale dedicato agli animali smarriti. Nel frattempo portò il cane in casa. Lo lavò e gli diede da mangiare. Più che mai gli diede il suo affetto. Trascorse una settimana in cui il cane sembrò rifiorire e lei con lui. Poi, improvvisamente, arrivò un messaggio dagli Stati Uniti. Credo sia il mio cane, diceva Madelyn, una signora di Boston. Può mandarmi altre foto? La ragazza lo fece e non ci furono dubbi. La donna prese il primo volo disponibile. Una volta atterrata prese un taxi e giunse alla casa di Chiara. E...
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