Alessandro Ghebreigziabiher

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L'ultimo regalo di Jack

In una zona molto trafficata di Torino c’era un cane randagio.
Vecchio e triste.
Sporco e ferito.
Ma soprattutto solo.
La gente passava al mattino e lo ignorava.
La gente tornava la sera, ma per loro era invisibile.
Un giorno, dopo anni chiusa in casa, una ragazza di nome Chiara finalmente trovò la forza di uscire.
Abitava nel palazzo di fronte a aveva preso a osservare il cane dalla sua finestra.
Si avvicinò al cane e gli fece una foto. Quindi la pubblicò su un noto sito internazionale dedicato agli animali smarriti.
Nel frattempo portò il cane in casa.
Lo lavò e gli diede da mangiare.
Più che mai gli diede il suo affetto.
Trascorse una settimana in cui il cane sembrò rifiorire e lei con lui.
Poi, improvvisamente, arrivò un messaggio dagli Stati Uniti.
Credo sia il mio cane, diceva Madelyn, una signora di Boston. Può mandarmi altre foto?
La ragazza lo fece e non ci furono dubbi.
La donna prese il primo volo disponibile.
Una volta atterrata prese un taxi e giunse alla casa di Chiara.
Entrò e scoppiò in lacrime prima di abbracciare il cane.
Si chiamava Jack e lo aveva smarrito sette anni prima durante un viaggio in Italia.
Ma non aveva mai smesso di cercarlo.
Ogni giorno.
Purtroppo Jack era molto vecchio il suo corre impazzito di gioia fece il suo ultimo rintocco.
Morì felice di aver ritrovato la sua vecchia amica.
Oltre che Madelyn, anche Chiara ne fu profondamente rattristata ma era al contempo contenta di aver aiutato entrambi a ritrovarsi.
Inoltre, la padrona di Jack era molto ricca e fu felice di darle la ricompensa.
Una somma molto importante che permise a Chiara di realizzare un sogno di cui aveva sempre avuto un enorme paura.
Girare il mondo. Ma lo fece portando con sé ovunque una foto di Jack.
Quella del giorno in cui aveva ritrovato il sorriso esattamente come lei…

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