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Alessandro Ghebreigziabiher

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Storie horror brevi da leggere e ascoltare - Non guardare sotto il letto

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Da quando era single, di gente strana Mary ne aveva conosciuta tanta. Era uscita con molti uomini ed era rimasta quasi sempre delusa. Non era mai dovuto all’aspetto fisico del tizio di turno, bensì dei modi, e soprattutto della sua intelligenza. Non era alla ricerca di un uomo particolarmente bello, ma che fosse gentile e soprattutto con un cervello interessante. Be’, Roland era tutto questo. Era affascinante, un vero gentiluomo e una persona profonda, misteriosa e quindi intrigante. Così, finirono a letto nella villa di lui. Più tardi, prima di assopirsi, Roland le fece solo una raccomandazione: “Per favore, mentre dormo non guardare sotto il letto.” Lei ne chiese il motivo, e lui le spiegò che quell’abitazione aveva delle regole e quella era una di esse. Più tardi, Mary si svegliò e come dice il detto, la curiosità è donna. Non resistette e guardò sotto il letto. Fu l’ultima cosa che fece nella sua vita...

Storie di paura: Mi sono svegliato

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Mi sono svegliato di Alessandro Ghebreigziabiher Mi sono svegliato e ho visto me. Ho visto un mondo dove le parole stesse sembrano contare più delle vite che in qualche modo contengono. Ho visto le più sgradevoli tra esse urlate o sussurrate con la stessa indifferenza. Le ho lette in cima al monte di altrettante parole ammucchiate nel bel mezzo della pubblica piazza un attimo prima che rotolassero giù, sempre più giù, portandosi via tutto. Perfino le vite di cui sopra. Ma poi, per fortuna, mi sono svegliato. E ho visto una gigantesca sala hobby, a entrata rigorosamente vip, ricolma di tavoli con seduti intorno una miriade di signori dal potere in una tasca e gli occhi nell’altra. Ciechi ben vestiti e sorridenti a bocca talmente larga da poter ingoiare un intero sciame di mosche obese e continuare imperterriti a giocare con il futuro degli invisibili dal passato impronunciabile e il presente scomodo. Malgrado ciò, per buona sorte mi sono svegliato. Mi sono svegliato e...

Storie di paura: L'aspirante scrittore

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L’aspirante scrittore di Alessandro Ghebreigziabiher “Pregiatissimo autore… eccetera ed eccetera .” Così era stato definito sulla busta il non più giovanissimo Armando. Non serviva leggerne il contenuto, non occorreva aprirla, non serviva più nemmeno scrivere, in ultima analisi. Non era questo quel che desiderava? Non erano un nome e un cognome per la propria anima sensibile, l’obiettivo ultimo della sua ricerca? Non bramava ogni secondo di essere introdotto in siffatto modo dall’intervistatore di turno, mentre, dall’alto della sua comoda poltrona e circondato da scaffali di libri testimoni del raffinato lavoro di penna, svelava i misteri celati dietro l’inchiostro di quest’ultima? Non anelava a raggiungere tale unica distinzione dal gretto mondo che lo circondava, tra l’incolta madre e l’arido padre, sempre incapaci di apprezzare le sue meravigliose doti? Non sognava, infine, di affrancarsi dagli amici a suo avviso falliti nella propria banale esistenza, per non parlare d...
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