Storie di scuola al contrario
Storie di scuola al contrario di Alessandro Ghebreigziabiher Ti ho capito, figlia mia, recepito il messaggio. Papà è lento, me ne rendo conto, ma poi ci arriva. Perché ti scrivo invece di parlarti a voce? Be’, pure tu hai usato una pagina per comunicare, mi sembrava la scelta migliore, ecco. E non riprendermi perché dico troppe volte ecco alla fine della frase. Se lo dico, lo scrivo, ecco. Sono coerente. Se non capisco, lo ammetto, insomma. Che ne dici di insomma , ti sembra meno pedante? Cosa vuol dire pedante , ti starai chiedendo, me lo immagino. A undici anni puoi essere sveglia quanto ti pare, ma presumo che ci siano ancora parole di cui ignori il significato. Lascia perdere il dizionario, okay? Sto cercando di scusarmi. Ecco e insomma. Ora però ho capito, Valeria, a differenza della tua maestra, con cui ho parlato oggi pomeriggio, al ricevimento. Poverina, come avrebbe potuto? Senza aver visto il primo tempo del film, come riesci a comprendere il fina...