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Alessandro Ghebreigziabiher

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Vietato sorridere

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Vietato sorridere di Alessandro Ghebreigziabiher Novità : guarda e ascolta anche tramite Podcast Che giornata, ragazzi. Definirla memorabile sarebbe riduttivo, ma andiamo per ordine, partiamo dall’inizio, dal c’era una volta e… come al solito, giudicate voi altri. Apro gli occhi come sempre al richiamo della sveglia del cellulare, con le palpebre ancora recalcitranti a lasciar spazio al cosiddetto specchio dell’anima, e mi dirigo con il consueto passo malfermo dell’uomo di mezz’età al mattino in cerca dell’agognato posto libero in bagno. Nel tragitto mia moglie mi scorge dalla cucina, dove provvede al primo pasto dei pargoli. "Carlo", fa preoccupata raggiungendomi in corridoio, "come stai?" "Perché me lo chiedi?" rispondo con la voce ancora impastata dal perduto sonno. "Stai sorridendo…" osserva Sara. "Non è possibile", mi dico. Così corro allo specchio del bagno promesso, e rimango basito e col classico cuore in ...

Storie di adolescenti: Corrado il pazzo

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Corrado il pazzo di Alessandro Ghebreigziabiher Da qualche parte, laggiù, in un probabile futuro . “Signora, buongiorno.” “Si fa per dire, dottore… qui non si va di male in peggio, ma di peggio in peggio. Mi sembra di rotolare da una scala e scoprire a ogni tonfo che esiste un ennesimo scalino verso il basso…” “Su, non la prenda così, guardi che ho buone notizie.” “Sarà. Mio marito e io non ce la facciamo più, mi creda. Le abbiamo provate tutte, fino alla soluzione estrema , che lei sa.” “A questo proposito…” “No, dico, a Corrado gli abbiamo comprato di tutto. A dodici anni non avevo neppure il mio primo telecomando telepatico per la tv, ma si rende conto? Abbiamo speso una fortuna. Il computer neuronale che si connette senza fili, ripeto, senza fili, ha presente? Con tutti i programmi emozionali , ha visto la pubblicità?” “Certo, ma riguardo a…” “Può ridere a crepapelle quando gli va o rilassarsi se preferisce calmarsi un po’, gli basta accendere il pc e lanci...

Quello che non vedi

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Quello che non vedi di Alessandro Ghebreigziabiher Sono lì. Sono sempre stato lì. Nascosto tra le cose che rivedi . Perché questo è divenuto, oggi, il senso del guardare. Non vediamo per vedere davvero. L’intento primario è salvare, memorizzare, mettere da parte per ammirare rigorosamente più tardi. Il vivere in differita è il sol vivere concesso a coloro che usano salvare il mondo in memoria in attesa di trovare il tempo. Eppure, io sono sempre stato lì. Tra le cose che non vedi. Perché sono, letteralmente, una di loro. Banalmente, sono il clochard che, oramai, è lui a ignorare te, ancora prima del contrario. E sono la persona più insignificante sul metrò, probabilmente quella che hai non visto più volte, sempre sullo stesso vagone. Sono una delle tante teste dalla fronte convulsa e l’occhio stravolto, mal visibili attraverso i finestrini delle auto incolonnate sulla via. E sono l’anima, di tenere forme intessuta, prigioniera della solita foto rattristan...
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