Come dire... di Alessandro Ghebreigziabiher Il mio nome è Pierre e posso dirvi che io scrivo. Come dire… uso la penna per vivere e per rendere la mia esistenza il più sopportabile possibile. Nondimeno, senza l’inchiostro il bianco del foglio rimane illibato, come dire, inutile. E per le penne come la mia sono proprio le persone come lei a riempire di china la boccetta. Il liquido che ristagna all’interno di quest’ultima può apparire di un anonimo nero ad un occhio distratto, come dire, di fretta. Che grave errore, amici, come dire, quale straordinario abbaglio: c’è né molti più di colori nel nero di quanti la scienza affermi nel bianco. Essa lo dimostra, come dire, prova la sua teoria con insindacabili testimonianze e calcoli. Tuttavia, quelli come il soprascritto, che ardiscono di trasformare un pezzo di carta in un mondo alieno in cui far smarrire il prossimo, se ne fregano delle prove, come dire, non sanno cosa farsene di insindacabili testimonianze e calcoli. Io ho biso...