Post

Alessandro Ghebreigziabiher

Guarda le storie vere su YouTube

Un fantastico nuovo linguaggio

In un’era in cui la lingua populista si alimenta tramite bugie e fobie, c’è la necessità di un nuovo modo di comunicare, in grado di nutrire speranze mai sconfitte del tutto...

Leader populista

Immagine
Leader populista di Alessandro Ghebreigziabiher Da qualche parte, tempo addietro, anche ieri, come in questo preciso momento… “Buongiorno, si accomodi pure.” “Buongiorno, grazie.” “Chiudo la porta?” “No, lasci pure aperto, almeno tira un po’ d’aria.” “Okay.” “Bene, lei è qui per il posto di leader populista , mi conferma?” “Sì, certo.” “Che caldo che fa… non crede?” “E’ iniziata l’estate.” “Già... prima di iniziare, vuole bere qualcosa?” “Molto gentile, ma grazie lo stesso.” “Non ha sete? Io sto morendo…” “No, sono a posto, grazie ancora.” “Capisco… allora, dicevo, lei vorrebbe diventare un leader populista, giusto?” “Sicuro.” “Ahia… cavolo…” “Cosa le succede?” “Cosa mi succede? Maledette zanzare… quest’anno non hanno ancora fatto la disinfestazione. Ovviamente non possiamo tenere le finestre chiuse, con questo caldo.” “Mi rendo conto.” “E il condizionatore?” “Cosa?” “Cosa che?” “Lei ha appena detto: e il condizionatore? ” “E il condizionatore è ...

Comunità di recupero

Immagine
Comunità di recupero di Alessandro Ghebreigziabiher All’inizio è stato difficile. Lo è per tutti. Il primo giorno in comunità di recupero non lo scorderò mai. D’altro canto, potrei forse dimenticare tutti gli altri? A ogni modo, i miei nuovi compagni erano lì, nel cortile che tutti ospita, dove c’è spazio per incontrarsi, se davvero lo si vuole. “Io mi chiamo…” esordii cercando di presentarmi, ma fui immediatamente bloccato dalla mia interlocutrice. Silenzio , questo è ciò che disse. Questo è quel che chiese. Difficile, difficile davvero. Ardua impresa, a dirla tutta, perché ero lì per chiedere aiuto. Per ottenerlo, a esser precisi. Ciò malgrado, accusai il respingimento e mi corazzai di orgoglio ferito fino al tramonto. Il giorno seguente ero di nuovo nella piazza, il luogo della socializzazione e della condivisione. Mi appropinquai al primo tizio a portata di dialogo ed esclamai: “Ciao, io vorrei…” Identica risposta. Silenzio , questa fu difatti la sua ...

L’invasione

Immagine
L’invasione di Alessandro Ghebreigziabiher È una bella giornata di prima estate. Il sole è caldo, ma non troppo, la stagione in corso mantiene le promesse, così come hanno fatto le previsioni la sera prima. D’altra parte, come dice sempre Giulia, possiamo permettere a una vocetta del cellulare, per quanto reciti con perfetta dizione le indicazioni metereologiche, di decidere cose fare del nostro tempo? In ogni caso, quindi, alle prime ore del mattino di quel santo sabato avrebbe caricato in macchina ombrellone, secchielli e palette, nonché figliolanza al completo, per recarsi alla spiaggia più vicina. Al netto del balneabile, ovviamente. Tuttavia, oggigiorno non sei più al riparo da loro . Gli antivirus umani, auto arruolatisi nelle file dei guardiani della sicurezza globale. Difatti, non appena la donna ha sistemato le vivande sul telo per una veloce merenda, quale tappa intermedia tra un tuffo e l’ennesimo castello di sabbia, l’allarme scatta: attenzione, perico...

Una strana ragazza

Immagine
Una strana ragazza di Alessandro Ghebreigziabiher È matta. Questo è ciò che pensano quasi tutti, a prima vista. E potrebbero fermarsi lì, in molti, perché questo è lo stile più in voga, oggigiorno, nel regno delle digitali frettolosità. Un’occhiata è appena sufficiente per decidere il proprio destino e anche di più. Poi qualcuno si avvicina alla ragazza immobile ormai da tempo indefinito, concentrata quanto assente, rapita da qualcosa di indecifrabile a occhio rapido, come s’è detto. Il più intraprendente prova a richiamare la sua attenzione con la voce, ma è tutto inutile. Quasi tutto lo è, quando ciò che resta è tutto per te, sembra dire con il corpo muto e rapito. Sta al cellulare? Chiede qualcun altro appropinquandosi. Una collettiva risata dileggiante ricopre l’ultimo arrivato. Credi davvero di essere il primo ad averlo pensato? Dove pensi di aver vissuto, finora? Tra persone così impavide da preferire la sorpresa alla pubblica accettazione? A proposito...
Guarda le storie

Scopri vite ed emozioni raccontate dal vivo