C’è un clandestino a bordo
C'è un clandestino a bordo di Alessandro Ghebreigziabiher C’è un clandestino a bordo. Così hanno urlato a squarciagola non appena mi hanno visto. Un clandestino, ecco cosa sono per loro. Io, un clandestino … ma come siamo arrivati a questo? Ho provato, ci ho provato eccome a spiegarmi, a implorarli, a fargli capire che così mi condannavano a morte certa, ma non hanno voluto sentire ragioni. Mi hanno sollevato di peso e scortato fuori della nave in procinto di salpare. "Ma la barca è così grande, è enorme! Non ditemi che è una questione di spazio." Non l’hanno detto, difatti. È proprio una cosa personale. È me che non vogliono con loro. "È razzismo", ho gridato, e si sono messi a ridere, come prevedibile. Dai, lo ammetto, la loro reazione me l’aspettavo. Tuttavia, man mano che mi portavano giù dall’imbarcazione ho avuto modo di osservare chi invece era stato accolto senza discutere. "Ma che razza di persone siete?" Ho esclamat...