Senza parole

Senza parole

di
Alessandro Ghebreigziabiher


In un futuro, si spera lontano…

“Corrado!”

“Corrado…”

“Vuoi venire un momento, sì o no?”
“Cosa c’è mammina?”
“Niente, Lisa, tua madre vorrebbe informare i nonni della bella notizia.”
“Quale, mammina?”
“Come quale, Lisa? Il fratellino, ricordi?”
“Ah, già, lui…”
“Non essere gelosa, vedrai che sarà bello e saremo tutti più felici, credimi.”
“Cosa vuol dire essere gelosa, mammina?”
“Vuol dire che… Corrado! Sta sempre con quel casco virtuale in testa, caz…”
“Non dire parolacce, mammina.”
“No, non l’ho detta, mi sono fermata prima, dai…”
“Come dici tu, mammina. Vado a chiamare papino?”

Alessandro Ghebreigziabiher
“Sì, grazie. E un’altra cosa.”
“Che?”
“Sei troppo perspicace per avere otto anni.”
“Cosa vuol dire perspicace, mammina?”
“Le parole non le capisci tutte, ma il resto eccome, vero?”
“Vado.”

“Cosa c’è, Donatella?”
“Finalmente! Che stavi facendo?”
“Niente.”
“Niente... sì, mi sa tanto che in quel coso ci vedi le raga…”
“Donatella…”
“Cosa ci vede papino in quel coso?”
“Niente, Lisa, nulla, cara.”
“Insomma, si può sapere perché mi hai chiamato?”
“Ti ho chiamato perché non riesco a connettermi con i miei, volevo informarli della novità, mandargli l’ecografia, parlare con loro, insomma.”
“Cos’è l’ecografia, mammina?”
“La foto di tuo fratello, porc…”
“Donatella?!”
“Scusa, scusa, sarà lo stress per la gravidanza, okay? Mi è scappata, è che questa nascita l’aspettavamo da tempo, ormai, non ci speravo più. E poi tua figlia sembra che intenda imparare tutto il dizionario…”
“Mammina, potresti evitare di parlare di me come se non ci fossi?”
“E mi riprende pure…”
“Comunque hai ragione, Lisa, perdonami. Vogliamo ora tornare al problema della connessione, Corradino caro?”

“Mi dispiace, Donatella, ma sembra che ci sia un problema grave e non riguarda solo noi. A quanto pare una sorta di virus ha infettato il sistema globale e la trasmissione di immagini e video è sospesa, così come quella audio.”
“E io come faccio? Possibile che non possa far sapere ai miei che aspetto un bambino?”

“Su, Donatella, non piangere così…”
“Sì, mammina, non piangere, dai…”
“La fate facile, voi! So già che mia madre me la farà pesare a vita, questa, per anni come minimo. Già la sento: sono stata l’ultima a vedere l’ecografia del mio nipotino. Lo ripeterà in eterno a parenti e conoscenti…”
“Non esagerare…”
“Non sono io che esagero, è lei che lo è.”
“Cosa?”
“Esagerata.”
“Cosa vuol dire che la nonna è esagerata, mammina?”
“Ecco, la vedi?”
“Intende che la nonna è un po’ apprensiva, cara, come tua madre, del resto.”
“Corradino?”
“Cosa?”
“Potresti evitare di parlare di me come se non ci fossi?”
“Scusa.”
“Ma insomma… possibile che oltre a registrare video e audio, scattare foto e inviare immagini non ci sia altro modo per comunicare con i miei genitori? Come si chiamava quella cosa che si usava un tempo…”
Scrittura, mammina.”
“Già, Lisa, brava! E non possiamo usarla, Corrado?”
“No, cara, i recenti dispositivi, come il nostro, non prevedono quella roba, gli insiemi di lettere…”
“Un momento…”
“Cosa c’è, Lisa?”
“Aspettate qui.”
“Dove va, tua figlia?”
“Probabilmente dal vocabolario, ci si è così affezionata che lo tiene abbracciato quando dorme.”

“Mammina, papino, so come far sapere ai nonni del fratellino.”
“Come?”
“E’ vero che non possiamo inviare immagini, audio e video, che non esiste più la funzione scrittura, ma c’è ancora quella disegna nei vecchi modellini come il mio.”
“E chi si ricorda come si fa?”
“Figurati io, Donatella, sono stato sempre un pasticcione…”
“Papino?”
“Sì?”
“Mammina?”
“Sì?!”
“Io saprei disegnare…”
“E chi te l’ha insegnato? Non si fa più a scuola.”
“L’ho imparato da sola.”
“E come hai fatto a imparare a disegnare?”
“Semplice. Mi è bastato capire cosa significa. Ci penso io a informare i nonni senza parole…”





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