Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta favole per adulti con morale

Alessandro Ghebreigziabiher

Guarda le storie vere su YouTube

Comunità di recupero

Immagine
Comunità di recupero di Alessandro Ghebreigziabiher All’inizio è stato difficile. Lo è per tutti. Il primo giorno in comunità di recupero non lo scorderò mai. D’altro canto, potrei forse dimenticare tutti gli altri? A ogni modo, i miei nuovi compagni erano lì, nel cortile che tutti ospita, dove c’è spazio per incontrarsi, se davvero lo si vuole. “Io mi chiamo…” esordii cercando di presentarmi, ma fui immediatamente bloccato dalla mia interlocutrice. Silenzio , questo è ciò che disse. Questo è quel che chiese. Difficile, difficile davvero. Ardua impresa, a dirla tutta, perché ero lì per chiedere aiuto. Per ottenerlo, a esser precisi. Ciò malgrado, accusai il respingimento e mi corazzai di orgoglio ferito fino al tramonto. Il giorno seguente ero di nuovo nella piazza, il luogo della socializzazione e della condivisione. Mi appropinquai al primo tizio a portata di dialogo ed esclamai: “Ciao, io vorrei…” Identica risposta. Silenzio , questa fu difatti la sua ...

L’invasione

Immagine
L’invasione di Alessandro Ghebreigziabiher È una bella giornata di prima estate. Il sole è caldo, ma non troppo, la stagione in corso mantiene le promesse, così come hanno fatto le previsioni la sera prima. D’altra parte, come dice sempre Giulia, possiamo permettere a una vocetta del cellulare, per quanto reciti con perfetta dizione le indicazioni metereologiche, di decidere cose fare del nostro tempo? In ogni caso, quindi, alle prime ore del mattino di quel santo sabato avrebbe caricato in macchina ombrellone, secchielli e palette, nonché figliolanza al completo, per recarsi alla spiaggia più vicina. Al netto del balneabile, ovviamente. Tuttavia, oggigiorno non sei più al riparo da loro . Gli antivirus umani, auto arruolatisi nelle file dei guardiani della sicurezza globale. Difatti, non appena la donna ha sistemato le vivande sul telo per una veloce merenda, quale tappa intermedia tra un tuffo e l’ennesimo castello di sabbia, l’allarme scatta: attenzione, perico...

Racconto per riflettere: mi piace pensare

Mi piace pensare, l’ho detto. E, laddove insista nel peraltro comune atto, sono incline a voltar spalle e criterio alla sentenza reale, lo ammetto. Di conseguenza, a cavallo di codesta fugace andatura, mi piace pensare alla parola fine, incisa una volta per tutte con inchiostro che sia di ogni tipo di rosso, fuorché il sangue delle vittime innocenti. Un solo, semplice lemma, d’accordo, ma di immenso potere al cospetto delle più orrende narrazioni a cui stiamo assistendo al riparo di comode poltrone con braccioli. Fine della guerra, fine delle violenze, fine dei massacri, fine, infine, di ogni abominio tollerato, là fuori... Leggi il resto

Non in vendita

Immagine
Non in vendita di Alessandro Ghebreigziabiher   Ancora una volta in un futuro, forse non così lontano… Salve, io vorrei fare il pieno. Viaggiatore? Sì, sì, certo. Primo viaggio? Già… come l’ha capito? Gli occhi. In che senso? E’ un classico, giovane amico, è tipico di voi novizi della navigazione globale avere quel tenero luccicore, ancora imberbe, ecco. Ed è una cosa brutta? No, niente affatto, non mi fraintenda, è solo che così stanno le cose, ecco. Capisco. Allora, ha detto il pieno, giusto? Esatto. E vuole andare lontano, vero? Proprio così… anche questo è tipico? Molto tipico. E così stanno le cose. Bravo, vedo che è sveglio. Quindi, questo pieno? Eccomi: vado? Proceda pure. Allora, il mondo occidentale è abitato da persone oneste e civili, timorate del Signore e osservanti la morale pubblica. Sono riconoscibili dalla carnagione chiara, i lineamenti delicati, capelli ordinati, nonché cura del corpo e dell’igiene personale. Hanno radici e t...

Racconto sulla povertà: quando i poveri vedono

I poveri lo vedranno, oh, se lo vedranno. Difatti, quando i poveri ci vedono per la prima volta, non perdono più prezioso tempo in parole e gesti privi di fondamento. Gli occhi si fanno testimoni, costruiscono memoria, definiscono con la retta precisione il passato e il presente, e finalmente indicano il futuro con la concretezza che merita. Di conseguenza, da quell’istante, parole e gesti saranno diversi e saranno in molti ad accorgersene. Non solo i poveri... Leggi di più

Favola di eroi e migranti

Questa è la favola di un mondo . Un mondo che esiste e che c’era pure in passato, ma non v’era dimostrazione, o magari veniva cancellata senza giungere a galla. Allo stesso tempo c’era, c’è, e pure prima, nonostante non dovrebbe affatto andar così, un regno descritto dalla Storia dalla esse autoritaria. Un pianeta di tanti esseri e molti confini, tenuti lontani da un mare di mistificazioni. Di un’infinità di creature e spiagge, di esili narrazioni che sopravvivono al duro cammino grazie a coraggio e amore quasi come i fragili passeggeri dal futuro ambito. Nel firmamento di siffatte creature e frantumazioni, eccoli, gli eroi errati… Leggi il resto Compra il mio nuovo libro , Carla senza di Noi Leggi altre storie per riflettere Leggi il racconto della scorsa settimana: Vietato sorridere Ascoltami cantare con la band Guarda un estratto dello spettacolo Carla senza di Noi Iscriviti alla Newsletter

Le parole della città

Immagine
Le parole della città di Alessandro Ghebreigziabiher Sono un gabbiano. E non dovrei esser qui. Non così lontano dal mare. Non così vicino alla morte del mondo come l’abbiamo disegnato in un sogno. Per sbaglio, d’accordo, per ingenuità, non lo nego, ma il ritratto di ciò per cui vale la pena combattere è ancora lì. Resiste . Sono un gabbiano e volo. Non dovrei neppure far questo, se ci pensate. Perché malgrado ciò che raccontino libri pieni di numeri e risposte che non accettano dubbi, volare non è cosa possibile. Tante cose non lo sono, nondimeno, molti di noi non lo sanno e le fanno. Difatti, io sono un gabbiano e so leggere, guardate un po’. Lo faccio ogni giorno, a cominciare dal mattino, quando mi libro in alto in cerca di cibo ed emozioni complicate. Tra i rifiuti che abbondano tra strade e palazzi, tra umani e disumani destini. Tra le parole, già, che ricoprono le facciate delle vostre misteriose esistenze. Eccole, le parole della città . Le parole d...

Ultimatum

Immagine
Ultimatum di Alessandro Ghebreigziabiher Novità : guarda il video o ascolta la versione solo audio Giorni fa Mario ricevette una lettera da qualcuno a lui caro. Così, si mise a leggerla. Ti lascio. Giuro che ti lascio, se continui così. È una promessa, caro mio. Anzi, è un ultimatum. Così te lo ricordi. Lo dice la parola, è l’ultima volta che ti perdono. Sono stanca, sai? Eh no che non lo sai. Se lo sapessi, vorrebbe dire che te lo saresti ricordato. Tu non hai capito nulla di me. E non hai idea di quante occasioni tu abbia sprecato in tutto questo tempo. Certo, sarebbe stato possibile, laddove tu avessi mostrato di apprezzarne appieno il valore. Mi riferisco al tempo, scemo. Sto parlando del tempo, mentre stiamo sempre parlando d’altro, ignorandolo. Di cosa hai paura, vuoi dirmelo una buona volta? Io non chiedo nulla, anche se mi dovresti tutto. Non ho pretese. Ti ho amato e ti amerò anche dopo, sappilo, e questo sono certa che non lo dimenticherai. Ma non vuol dire ch...

Storie con morale: il Paese del non detto

Immagine
Il Paese del non detto di Alessandro Ghebreigziabiher Novità : guarda e ascolta in versione Podcast C’era una volta, e c’è ancora, il Paese del non detto . Dove tutti parlano ma nessuno dice. Dove tutti ascoltano ma nessuno ricorda. Il non detto. Ma tale luogo è molto più vasto di quel che sembri. E all’interno di esso vi è un altro Paese. Quello del non espresso . Non espresso con emozioni, nel breve. Con i sentimenti, nel tragitto lungo. Con entrambi, in entrambi. Eppure, si grida e si piange. Si litiga e ci si nasconde. Ma sempre fuori contesto. Tuttavia, il Paese del non espresso è anch’esso più grande di quel che ti aspetti. Perché dentro ve n’è un altro. Il Paese del non condiviso . Il più contraddittorio dei precedenti, a dirla tutta. Perché malgrado sia incessante il frenetico passamano di quintali di parole e vibrazioni del cuore, o della pancia, allorché ti ritrovi a pesare il tutto, la bilancia ti osserva con occhi increduli e la fronte aggr...

Storie con morale: Io vedo di più

Immagine
Io vedo di più di Alessandro Ghebreigziabiher Due padri, al parco. Due bambini in carrozzina, con due padri, al parco. Capita, non è la norma, d’accordo, ma succede, per buona sorte. E' tempo, prezioso, adorato e indispensabile tempo per le consorti, tra le altre cose. “Sai?” fa uno dei due. “Mi sono comprato la tv con lo schermo grande.” “Davvero?” fa l’altro. “Era ora.” “Ma grande, eh?” “Bravo, finalmente.” Pausa frustrata, seguita da rincorsa aggressiva. “Cinquanta pollici, una bestia.” “Ah, ma il minimo, quindi.” “Come sarebbe a dire, il minimo ? Il mio è il più grande tra parentame e amici.” “Be’, mi dispiace doverti correggere, ecco.” “Perché?” “Perché io ho un sessanta pollici abbondanti, caro.” “Cosa vuol dire abbondanti?” “Mi conosci, sai quanto sono pignolo. Li ho misurati e siamo perfino un paio di millimetri oltre la misura di fabbrica.” Pausa invidiosa e reazione d’orgoglio ferito. “Il mio però ha anche il 3D.” “Ah, ma quello è di serie...
Guarda le storie

Scopri vite ed emozioni raccontate dal vivo