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Alessandro Ghebreigziabiher

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Le finestre di Mattia

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Le finestre di Mattia di Alessandro Ghebreigziabiher Novità : guarda e ascolta tramite Podcast L’aspettativa generale era al minimo. L’attenzione dei presenti, perlomeno secondo registro, era ancora più esigua, dalla cattedra fino alle zone più torbide agli ultimi banchi, dove la curiosità si desta unicamente per l’originalità dell’evento. Giammai per ciò che venga ritenuto scontato, soprattutto laddove il protagonista di turno sia storicamente inadatto a recitare il ruolo del vincente. Nondimeno, disattendendo ogni pronostico, Mattia era vispo. Incoscientemente tale, d’accordo, come potrebbe esserlo solo una comparsa che finalmente abbia trovato cosa dire. “Prego”, fece stancamente l’insegnante di informatica, “spiega pure ai tuoi compagni il capitolo che avevate per casa.” Di seguito sbadigli in quantità industriale e indifferenza d’occhi e orecchie da far crollare sicurezze perfino nel più navigato abitante delle scene teatrali. D'altra parte, talvolta capi...

Storie di scuola al contrario

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Storie di scuola al contrario di Alessandro Ghebreigziabiher Ti ho capito, figlia mia, recepito il messaggio. Papà è lento, me ne rendo conto, ma poi ci arriva. Perché ti scrivo invece di parlarti a voce? Be’, pure tu hai usato una pagina per comunicare, mi sembrava la scelta migliore, ecco. E non riprendermi perché dico troppe volte ecco alla fine della frase. Se lo dico, lo scrivo, ecco. Sono coerente. Se non capisco, lo ammetto, insomma. Che ne dici di insomma , ti sembra meno pedante? Cosa vuol dire pedante , ti starai chiedendo, me lo immagino. A undici anni puoi essere sveglia quanto ti pare, ma presumo che ci siano ancora parole di cui ignori il significato. Lascia perdere il dizionario, okay? Sto cercando di scusarmi. Ecco e insomma. Ora però ho capito, Valeria, a differenza della tua maestra, con cui ho parlato oggi pomeriggio, al ricevimento. Poverina, come avrebbe potuto? Senza aver visto il primo tempo del film, come riesci a comprendere il fina...

Storie di scuola dove niente si impara

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La scuola dove niente si impara di Alessandro Ghebreigziabiher C’era una volta una scuola. Una di quelle strane, di cui non si parla, e quando lo si fa, capita sempre per caso. Come quando si scrive una storia, perché non è, e mai dovrebbe essere, azione programmata ed eccessivamente lucida. Nella scuola di quelle strane, di cui non si parla, beate loro, niente si imparava. Perché niente si insegnava. Di conseguenza, maestre o professori, docenti e insegnanti, per esteso, il complicato e temuto adulto al di là del banco più grande, nulla spiegavano. Perché non c’era programma da seguire. Né registri da vidimare e tantomeno protocolli da applicare. Indi per cui, qualora fossi capitato in una delle aule della scuola tra quelle strane, di cui non parli, al netto di una congenita vocazione alla pervicace distrazione, avresti visto ben altro. Libri di testo, privi di quest’ultimo. Senza corposi indici e dettagliati capitoli, paragrafi indispensabili e pignole note a...

Le tre i

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Le tre i di Alessandro Ghebreigziabiher Insegnante di lettere. Talvolta lo si diventa davvero volontariamente, malgrado tutto e tutti. Ma non si fa niente del tutto da soli, c’è sempre qualcuno, qualcosa, che nel momento cruciale ha dato una mano. Ha pronunciato le parole che servivano, riscaldato le emozioni necessarie. O, soltanto, era lì, al momento giusto. “Cosa vuoi fare dopo il liceo?” Chiese la prof al maturando. “ Riempi lo zaino del minimo indispensabile ”, esclamò la prima i, “ e monta sul primo treno, non importa dove, non conta chi, ma vai, prima che sia troppo tardi e parla con tutte le persone che incontri, stringi mani e assaggia colori, suoni e dolori. Lascia che la sofferenza ti invada, è l’unico modo per ammaliare sua signora la paura e derubarla dei doni che nasconde sotto il mantello .” “Ingegneria elettronica”, rispose invece il ragazzo, imitando la maggior parte degli studenti che l’avevano preceduto, a parte un detenuto in libera uscita apposit...

Storie di scuola: l’importanza delle conseguenze

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L’importanza delle conseguenze di Alessandro Ghebreigziabiher Novità : guarda o ascolta anche in versione Podcast "Consegnatemi i testi", disse la professoressa di lettere alla fine della lezione. Raccontatevi con una pagina e fatelo con sincerità e coraggio . Questo era stato invece l’invito dell’insegnante alla vigilia del precedente fine settimana. Il lunedì la donna, al proprio esordio alle scuole superiori, si era imbattuta in uno dei colori più suggestivi del meraviglioso arcobaleno volgarmente detto adolescenza. Se chiedi a un manipolo di quattordicenni di essere sinceri e coraggiosi, preparati . Preparati ad aspettarti di tutto. "Consegnatemi i testi", aveva quindi detto poco dopo che l’ultimo studente aveva terminato di leggere il suo componimento. Si era rivolta a tutti. Ma l’aveva detto solo per l’ultimo. L’ultimo componimento, dell’ultimo studente all’ultimo banco della fila al centro. Leggi pure come la zona dove si celano i...

Storie di scuola: Quelli che non ci sono

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Quelli che non ci sono di Alessandro Ghebreigziabiher C’era una volta una classe. Anzi, non c’era . C’è, c’è sempre. Da qualche parte c’è. E’ lì. Io la vedo e l’hai vista anche te. Anche solo un pezzetto. Per un istante, pure breve e distratto. Dimentica il tuo, di banco, e guardati in giro, se non mi credi. Sì, lo so, sei all’inizio del viaggio ed è normale e giusto che il protagonista sia tu e solo tu. Ma la storia ha bisogno di incontri e scontri. Di eroi consapevoli della fortuna dei primi e, specialmente, senza covar vani timori verso i secondi. La storia ha bisogno degli altri, altrimenti non v’è racconto. Soprattutto di quelli che non ci sono . Sì, è proprio di quella sedia vuota, che sto parlando. Già, quella lì, al terzo banco. No, non è in ritardo. Il tempo non è mai stato un problema per lei . E non ha neanche sbagliato classe. La sbadataggine è sempre stato l’ultimo dei problemi, per lui . Vuoi andare avanti? Vuoi davvero scoprire cosa dicano...
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