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Visualizzazione dei post con l'etichetta storie per riflettere sull'amore

Alessandro Ghebreigziabiher

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Spegniamo tutto

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Spegniamo tutto di Alessandro Ghebreigziabiher   In un prossimo futuro… Allora, Caterina, eccoci qua, finalmente. Già, finalmente, Marco. In che senso? Cosa? In che senso dici finalmente … E tu? L’ho chiesto prima io. Be’, io intendevo nel senso letterale, alla fine . Alla fine di cosa? Del solito corteggiamento virtuale, ecco. Siamo andati avanti per mesi… E tu? Cosa intendevi? Lo stesso. Capisco. Allora, che facciamo, silenziamo le varie chat? Ho un enorme desiderio di stare solo con te, Caterina. Già, concordo. Che bel locale, vero? Proprio vero. Ascolta, spegniamolo del tutto, il cellulare, che dici? Così nessuno ci disturba. Hai ragione, Marco, presto detto. Vogliamo intanto ordinare da bere? Cosa preferisci? Già che ci siamo, Marco… Che? Per essere coerente, credo sia meglio che spenga anche il chip neuronale . No… ce l’hai anche tu? Certo! Ma non ti ho mai visto sul Social Dreamwork , dove ci si connette dormendo… Neppure io su Psich...

Ultimatum

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Ultimatum di Alessandro Ghebreigziabiher Novità : guarda il video o ascolta la versione solo audio Giorni fa Mario ricevette una lettera da qualcuno a lui caro. Così, si mise a leggerla. Ti lascio. Giuro che ti lascio, se continui così. È una promessa, caro mio. Anzi, è un ultimatum. Così te lo ricordi. Lo dice la parola, è l’ultima volta che ti perdono. Sono stanca, sai? Eh no che non lo sai. Se lo sapessi, vorrebbe dire che te lo saresti ricordato. Tu non hai capito nulla di me. E non hai idea di quante occasioni tu abbia sprecato in tutto questo tempo. Certo, sarebbe stato possibile, laddove tu avessi mostrato di apprezzarne appieno il valore. Mi riferisco al tempo, scemo. Sto parlando del tempo, mentre stiamo sempre parlando d’altro, ignorandolo. Di cosa hai paura, vuoi dirmelo una buona volta? Io non chiedo nulla, anche se mi dovresti tutto. Non ho pretese. Ti ho amato e ti amerò anche dopo, sappilo, e questo sono certa che non lo dimenticherai. Ma non vuol dire ch...

Storie per riflettere: Il mondo attraverso gli occhi

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Il mondo attraverso gli occhi di Alessandro Ghebreigziabiher Li vedo. La mia famiglia, li vedo sempre. Vedo anche ciò che loro non trovano. Più. Dicono che l’apparenza inganni e che il meglio sia il più delle volte nascosto agli occhi. Be’, c’è sempre la classica eccezione. E io lo sono, eccezionale, malgrado le apparenze e il meglio che non avrò mai. Dicevo, li vedo. La mia famiglia, ogni giorno. Vedo anche quel che loro vedono. La donna con i capelli grigi, colei che si muove più lentamente e che respira con altrettanta prudenza, osserva le cose al di là del vetro di una finestra sempre chiusa, ma lucida come uno specchio. Anzi, molto di più, perché riflette tutta la vita che non c’è da questo lato. L’altra donna, quelle che cela con cura i pochi, canuti intrusi, si accontenta di guardare le cose rimpicciolite, intrappolate e manipolate in un ammasso di plastica, circuiti e menzogne che non smette mai di assillarla con i suoi continui richiami sonori e color...

Storie per riflettere: Io sono, quindi esisto

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Io sono, quindi esisto di Alessandro Ghebreigziabiher Io sono. Quindi esisto. E’ questo che vuol dire. Ecco perché ho bisogno di dirlo. Di scriverlo e di leggerlo. Perché in questa storia corro continuamente il rischio di convincermi del contrario. Cosa sono, allora? Sono un abitante lontano che vive vicino. A te, e a molti altri. Che ruba al massimo qualche secondo del tempo che si nutre di velocità. Che occupa minuscole porzioni di mondo, malgrado sembrino interi continenti nei racconti più urlati. Più temuti. Maggiormente sfruttati. Sono un’interruzione dei consueti programmi. L’intervallo meno rilevante che esista. Tra un tempo e l’altro che sono divenuti identici. Sono il canale in cui ti imbatti quando pigi per errore un tasto a caso del telecomando. Disturbando un’emozione con un’altra. Sono un attore senza copione che vaga da un set all’altro. In attesa che la sua battuta venga ascoltata. Sono il pesce che vive nell’acquario da ancor prima che ...
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