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Alessandro Ghebreigziabiher

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Soli

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Soli di Alessandro Ghebreigziabiher   In un possibile futuro, di primo mattino… Mi dica, Dario, qual è il problema? Dottore, ieri sono andato in uno di quei posti… Con chi parli? Shh, zitta, tu! Cosa dice, prego? No, dottore, non mi riferivo a lei, ma a lei … Chi? Come le stavo dicendo, sono andato in uno dei quei nuovi locali che hanno aperto fuori città… Ma lei è pazzo! Come si permette di insultarti, questo citrullo? Ti ho detto di stare zitta, cazzo! Non essere volgare, a meno che tu non sia uno di quelli a cui piace l’amore ruvido. A questo proposito ti dico subito che con me ci vuole gentilezza, Dariuccio. La prego, dottore, mi aiuti, non smette mai di parlare… e non dorme mai! Mi spieghi bene cosa è successo, Dario. Semplice, dottore, come lei ben sa, sono almeno dieci anni che l’ultimo essere umano connesso con il prossimo è stato isolato. Da quel momento, ciascuno di noi vive nella propria testa, letteralmente, al riparo di essa, aggiungerei. L...

Spegniamo tutto

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Spegniamo tutto di Alessandro Ghebreigziabiher   In un prossimo futuro… Allora, Caterina, eccoci qua, finalmente. Già, finalmente, Marco. In che senso? Cosa? In che senso dici finalmente … E tu? L’ho chiesto prima io. Be’, io intendevo nel senso letterale, alla fine . Alla fine di cosa? Del solito corteggiamento virtuale, ecco. Siamo andati avanti per mesi… E tu? Cosa intendevi? Lo stesso. Capisco. Allora, che facciamo, silenziamo le varie chat? Ho un enorme desiderio di stare solo con te, Caterina. Già, concordo. Che bel locale, vero? Proprio vero. Ascolta, spegniamolo del tutto, il cellulare, che dici? Così nessuno ci disturba. Hai ragione, Marco, presto detto. Vogliamo intanto ordinare da bere? Cosa preferisci? Già che ci siamo, Marco… Che? Per essere coerente, credo sia meglio che spenga anche il chip neuronale . No… ce l’hai anche tu? Certo! Ma non ti ho mai visto sul Social Dreamwork , dove ci si connette dormendo… Neppure io su Psich...

L'appuntamento di Maria

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L’appuntamento di Maria di Alessandro Ghebreigziabiher Novità : guarda o ascolta in versione Podcast   Una storia d'amore nel futuro… "Maria, ci vediamo nel futuro", hai detto. Sì, avevi ragione, davvero. Peccato che la cosa più giusta tu l’abbia detta alla fine, però. "È timido", mi avvertirono. Quindi non è che mi aspettassi nulla di emozionante o spiazzante, soprattutto all’inizio. "Anche tu sei timida", mi ripetono spesso. Quindi non è che avresti potuto aspettarti qualcosa di diverso. Di quel che è stato. "Alle otto", hai proposto, "ci vediamo alle otto da te." "Alle otto e qualcosa in più", ho pensato, sommando a mente il rituale e inevitabile ritardo. Da me. "Sono entrambi timidi", hanno osservato in molti, tra amici, simpatizzanti o semplici spettatori di una possibile, avvincente storia d’amore. "Speriamo che non vadano troppo per le lunghe", avranno aggiunto alcu...

Storie d'amore: Siamo come lettere

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Siamo come lettere di Alessandro Ghebreigziabiher E’ che siamo così. Come quelle lì, che riempiono spazi ovunque. Alla ricerca di un senso che arriva sempre a prescindere da loro. Potete chiamarmi Federica o Francesca . Pure Filippa , se vi suona meglio. Ecco, alla Fine della Fiera tutto Finisce nella musica, perché è questione di ritmo, di armonia tra due note. Io ero come molte. Priva di Fede nelle cose, malgrado la maiuscola non celi alcun riferimento al sacro. D'altra parte ero altresì manchevole di Fiducia in senso generale. Di Forza interiore e Fortezza morale. Una Figlia di questo tempo. Più che mai una Figlia di me stessa e di tutti i Fuorvianti accadimenti del vivere. Perché è così che spesso Fa la vita. Esattamente alla stregua di un provetto prestigiatore, adora distrarti, per poterti sorprendere come si deve. E così è arrivato Lui , sebbene anche stavolta la lettera capitale non riguardi l’onnipotente. A dirla tutta nella nostra comune na...

Storie d’amore: Ma non mi dire e Ma dai

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Ma non mi dire e Ma dai di Alessandro Ghebreigziabiher Novità : guarda il video o ascolta in versione solo audio. C’era una volta una coppia di anziani. Entrambi avevano degli strani soprannomi: lui lo chiamavano Ma non mi dire e lei Ma dai . Il primo era un omino di ben due anni, da aggiungersi a novanta. Ma i suddetti ventiquattro mesi erano storia notevole. Perché corrispondevano esattamente al tempo che lei era entrata nella vita di lui. L’ottuagenaria Ma dai – intendo il nome della vecchina e non per diffidare della precedente affermazione – aveva difatti traslocato due anni addietro nell’appartamento accanto a quello di Ma non mi dire . Mi riferisco ovviamente al nome del vecchietto, sebbene sarebbe quanto mai singolare che io stesso dubitassi delle mie parole. Nondimeno, era esattamente questo che accomunava i nostri: il dubbio, un dubbio atroce verso tutto e tutti. Da cui i soprannomi di entrambi, Ma non mi dire e Ma dai . Ovvero, da questi ultimi traeva s...
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