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Alessandro Ghebreigziabiher

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Nadine e noi

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Nadine e noi di Alessandro Ghebreigziabiher Si dice, talvolta si dice, che comprendiamo il reale valore delle cose solo quando le perdiamo. Pensiero, come molti, che altrettanto si smarrisce nell’affollato mucchio di banalità acclarate. Eppure, la storia racconta e ricorda che spesso, nell’ingenuità del ricorrente affresco, si celano colori nuovi, che danno un senso originale al passato. Forse, è questo l’unico modo per scrivere altre storie. Come il giorno in cui la ragazzina dalla carnagione complicata quanto le sue origini fu invitata dalla prof di lettere a leggere il suo componimento innanzi alla classe. Un tema, una lettera d’addio e un’accorata preghiera in una sola pagina, scritta di getto, senza pensare, con il cuore nudo e le mani tremanti. Parole forse incaute, destinate a un pubblico tutt’altro che pronto ad accogliere siffatti doni, perlomeno sulla carta. Ciò malgrado, qualcuno deve pur cominciare a incidere quest’ultima con qualcosa di tristemente on...

Una strana ragazza

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Una strana ragazza di Alessandro Ghebreigziabiher È matta. Questo è ciò che pensano quasi tutti, a prima vista. E potrebbero fermarsi lì, in molti, perché questo è lo stile più in voga, oggigiorno, nel regno delle digitali frettolosità. Un’occhiata è appena sufficiente per decidere il proprio destino e anche di più. Poi qualcuno si avvicina alla ragazza immobile ormai da tempo indefinito, concentrata quanto assente, rapita da qualcosa di indecifrabile a occhio rapido, come s’è detto. Il più intraprendente prova a richiamare la sua attenzione con la voce, ma è tutto inutile. Quasi tutto lo è, quando ciò che resta è tutto per te, sembra dire con il corpo muto e rapito. Sta al cellulare? Chiede qualcun altro appropinquandosi. Una collettiva risata dileggiante ricopre l’ultimo arrivato. Credi davvero di essere il primo ad averlo pensato? Dove pensi di aver vissuto, finora? Tra persone così impavide da preferire la sorpresa alla pubblica accettazione? A proposito...

La confessione di Valeria

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La confessione di Valeria di Alessandro Ghebreigziabiher Ecco, ci siamo. Manca poco, Valeria, molto poco, devi essere onesta, ora. Sono una potenziale assassina, ma sono sopravvissuta alla forca per fortuna, e forse, per un pizzico di ostinazione tipicamente femminile. Oh, l’ho detto, sono contenta. Ma non basta, vero? Devo dirla tutta, devo farlo, ho bisogno di ricordare e confessare ogni cosa. Volevo ucciderti, lo ammetto, ho cercato molte volte di farlo e sono stata a un soffio dall’eliminarti dalla mia vita. Mi rimiravi con quello sguardo assente, con la testa altrove, il cuore da tutt’altra parte, e ogni singola cellula del corpo per i fatti propri, come se essere lì, in quel preciso momento non fosse la priorità. Quanto mi hai fatto penare, non hai idea, non hai. Quante delusioni ho dovuto sopportare, a causa tua, e della tua assoluta incapacità di ottenere risultati veri, quelli che fanno contenti famigliari e affini, che ti rendono degne di pubblica lode...

Sono troppo bella

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Sono troppo bella di Alessandro Ghebreigziabiher Novità : guarda e ascolta tramite podcast Una storia al contrario in ben altro universo, dove in un mondo capovolto è l’imperfetto a regnare, a discapito delle eccezioni… “Carla, basta lamentarti, su...” “No, mamma, non ci riesco…” “Sì che ci riesci. Soffiati il naso con questo fazzoletto e lavati la faccia, coraggio.” La ragazza, a un passo dalla maggiore età, è seduta in terra nel bagno. Solleva il capo e mostra gli occhi arrossati e le lacrime di mascara sul volto. Quindi si tira su e obbedisce alla madre. Dopo essersi asciugata il viso, riprende a fissarne l’immagine riflessa nello specchio. “Va meglio, vero?” “No, mamma, non va meglio per niente… sono ore che provo trucchi su trucchi per la festa di domani, dopo aver passato mesi a studiare quegli stramaledetti video tutorial di Youtube. Mi ci vorrebbero degli effetti speciali… o magari qualcosa di magico…” “Sei troppo dura con te stessa, Carla, devi apprezz...

Storie sull'amicizia: La mia migliore amica

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La mia migliore amica di Alessandro Ghebreigziabiher   Novità : guarda o ascolta anche in versione Podcast “Signori”, fa lo psicologo con evidente soddisfazione nello sguardo come nel tono della voce, “è con grande piacere che vi informo che con Giovanni possiamo interrompere le sedute. “ Ovviamente, io sono a disposizione, per ogni evenienza. Avete il mio numero, sapete dove lavoro, insomma… signora? Su, non faccia così…” “Non si preoccupi, è solo gioia, sono contenta…” L’uomo le passa i fazzoletti che sono sempre sulla scrivania a portata di mano e di volto. La donna ne approfitta e cancellate le lacrime mostra un’espressione al colmo della felicità. Pronta a piangere di nuovo, in breve. “Lei lo sa. Io e mio marito eravamo così angosciati…” Il compagno afferra la mano della moglie e la stringe con delicatezza. Non è una persona particolarmente generosa nei gesti, ma è solo una sorta di innata dedizione all’essenziale e allorché il raro tocco vada in scena, ...

Storie d'amore: Mi piace lui

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Mi piace lui di Alessandro Ghebreigziabiher Novità : guarda il video o ascolta in versione audio Mi chiamo Stefania, lui mi piace e ho agito. La storia potrebbe anche finire qui. I tempi sono cambiati, dicono in tanti. Sì, d’accordo, lo si dice in ogni tempo diverso dal precedente, è banale, ma questa cosa qui, dai, è normale. Anzi, è la norma: una ragazza che fa il primo passo, che si dichiari all’ignaro lui, è roba di tutti i giorni, oramai. Così, a Natale mi sono fatta coraggio, mi sono fatta, punto, e sono andata in missione per conto del cuore. Un attimo… ho detto fatta , vero? Per favore, non pensate a droghe di qualsivoglia peso. Ho la mia personale idea di sballo e non ho problemi a spacciarla qui, sulla pubblica pagina. Le mie droghe sono, in ordine sparso, i video musicali dove non si capisce un fico secco, ma la musica ti spezza in due, anzi, in tre e pure quattro, cinque parti necessariamente diseguali; le maratone, la sera molto tardi o il mattin...

Storie di scuola: Prigioniera delle strisce pedonali

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Prigioniera delle strisce pedonali di Alessandro Ghebreigziabiher Quella . Quanti nomi le abbiamo dato, negli anni. Quella strana e quella complicata , quella eccentrica e quella problematica . Quella lunatica , certo. E anche quella imprevedibile . Quella perennemente distratta e quella regolarmente impreparata . Tuttavia, alla fine ce l’ha fatta. Alla fine, o meglio subito prima di essa. Ce l’abbiam fatta tutti. Con l'ultimo nome, abbiamo capito. Come si dice, meglio tardi che mai, giusto? Quella delle strisce , così era diventata nel giorno dell’esame di maturità, tra i colleghi della commissione. Ed ero stata proprio io a mostrar loro ciò che avrebbe dovuto essere l’originale componimento della giovane maturanda. Tema: Con quale stato d’animo e quali aspirazioni affronti il futuro che ti attende? E come aveva replicato la nostra alla significativa domanda? Aveva disegnato, peraltro con mano ferma ed estrema cura dei dettagli, una perfetta serie di str...

Storie di ragazze: Con un battito di ciglia

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Con un battito di ciglia di Alessandro Ghebreigziabiher Serena. Se i nomi fossero sul serio tutta la storia che c’è. Se i nomi fossero onesti, come certi sogni. Allora capita che a tredici anni ti addormenti con impegno, tenero e tenace come i desideri che ti portano a quella festa, dove speri con tutta te stessa che starai bene, che tutto andrà bene e ci penserai su. Che poi è questo il bello, dai. Quello che resta e che migliora col tempo, giammai roba da cancellare un secondo dopo. Più tardi, al calar della notte, Serena, questo è il nome, solo quello, chiuse gli occhi. Anzi, no, li serrò di fretta e furia, come quando vai via da quella stessa festa, perfino prima della torta, l’unico motivo rimasto. E via a riempire il cestino di parole e immagini sgradevoli. Grassa , questa è la parola, magari fosse la sola. Perché ci sono così tanti modi per far male e non altrettanti per conviverci? Per fortuna che si possono chiudere, gli occhi. Che il cielo o chi per ...

Non aver paura

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Non aver paura di Alessandro Ghebreigziabiher Sono così, le meraviglie della vita. Soprattutto nelle prime, perfette grazie al tempo che scorre, volte che le incontri. Che le vivi. Ecco, alla fine di tutto la storia, la nostra, potrebbe essere spiegata così. Senza spiegarla. Limitandosi alla mera diretta. E che gli altri, tra semplici passanti, inguaribili spioni o penne ambiziose travestite da testimoni, si prendano pure la briga di raccontare. Come da copione, nei giorni successivi domande arrossite e allusioni fastidiose, risposte non richieste e consigli mal riposti avevano sfilato in massa nella mia testa. La tipica testa di un’adolescente che, a differenza di quella di un esemplare del cosiddetto sesso forte, si presta al transito di emozioni e narrazioni del momento con una ospitalità molto più generosa. E’ che le femmine sono più ingenue da molto giovani, dicono, ma poi crescono e si dimostrano più sveglie. Sarà. Dal canto mio ho sempre pensato che, stri...

La ragazza che fissava

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La ragazza che fissava di Alessandro Ghebreigziabiher Entriamo nella stanza della prof. Con la prof e lei, la ragazza che veniva da lontano. Più precisamente, la ragazza che fissava . “Non ce l’hanno con te, Nadira. “Devi provare a capirli, perché l’ho notato anche io. “E spero tu abbia chiaro che neppure io ce l’ho con te, sono qui per aiutarti, sono solo la tua professoressa di lettere, non sono tua madre, ma questo non vuol dire che non desideri il meglio per te. “Vorrei che tu fossi serena, in fin dei conti. “Ma è vero che fissi gli altri, non puoi negarlo. Lo hai fatto con tutti, in classe. Certe volte lo fai anche con me, non mi dai fastidio, sia ben chiaro, ma lo vedo che mi guardi e continui anche se smetto di parlare. “E poi parli poco e questo non aiuta, Nadira. “Se parlassi di più con i tuoi compagni, anche durante le lezioni, non sarebbe male. “Hai questi occhioni grandi, belli, eh? Davvero intensi, marroni con una pennellata di verde, proprio come un...
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