Le meravigliose armi dei piccoli
Le meravigliose armi dei piccoli di Alessandro Ghebreigziabiher Un lampo, via la corrente, via tutto, da qualche parte, lassù, dove ogni cosa funziona, e di quel tutto si ha bisogno per vivere. Un lampo, un altro ancora, là sotto, dove il buio è di casa e, di certo, non fa paura. “Papà...” “Sì?” “Ho fatto un incubo.” “Raccontami, ti ascolto.” “No, è breve, solo due o tre secondi.” “Mi interessa comunque, vai.” “Ecco, ti ho detto, papà, è stato tutto molto veloce. All’inizio del sogno mi trovavo in una casa bellissima, piena di lampadari e colori, e c’era musica, tu ballavi, e mamma era ancora qui, con noi, come se le bombe...” “E poi?” “Poi, solo un attimo dopo, il sogno ha cominciato a sbriciolarsi.” “In che senso?” “Come se stessi leggendo un bel libro e una magia cattiva facesse a pezzettini le pagine.” “E hai avuto paura?” “No, sono solo triste.” Come per l’incubo, all’uomo furono sufficienti solo due o tre secondi per intervenire. “Ma non devi restar...